Ven. Apr 24th, 2026

Anna Maria Ortese e il romanzo spezzato sul Sud

Anna Maria Ortese
Anna Maria Ortese

Nel 1964 Anna Maria Ortese firmò con Garzanti un contratto per un romanzo intitolato Il mare di dentro. Doveva chiudere la trilogia iniziata con Il mare non bagna Napoli

Nel 1964 Anna Maria Ortese firmò con Garzanti un contratto per un romanzo intitolato Il mare di dentro. Doveva chiudere la trilogia iniziata con Il mare non bagna Napoli. Dopo cento pagine, la scrittrice interruppe il lavoro: «Non trovo il ritmo giusto», confessò in una lettera.

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Le pagine superstiti

Manoscritti conservati alla Biblioteca Nazionale di Napoli mostrano una storia corale ambientata in Basilicata: un borgo fantasma, una ragazza cieca, un coro di anziane che parlano con il mare. Linguaggio lirico, spezzato, anticipa temi di Il cardillo addolorato.

Lo stop definitivo

Ortese temeva di ripetersi. Il romanzo rimase fermo; parte del materiale confluì in articoli su Il Mattino. Nel 1998, poco prima di morire, dichiarò che quelle pagine «sono la mia nostalgia più grande».

Un mare non scritto

Il frammento pubblicato nel 2010 in una rivista letteraria mostra un Sud metafisico, sospeso. Non esiste un finale, ma la forza della lingua ortesiana rende il frammento autosufficiente: un romanzo spezzato che continua a respirare.

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