Una retrospettiva fotografica ripercorre il lavoro di Agnès Varda tra Francia e Italia, con immagini dagli anni Cinquanta ai primi anni Duemila

Villa Medici, sede dell’Accademia di Francia a Roma, ospita dal 25 febbraio al 25 maggio 2026 una mostra dedicata ad Agnès Varda, protagonista della Nouvelle Vague francese e figura di riferimento nella fotografia e nel cinema del XX secolo. L’esposizione, dal titolo De‑ci de‑là, Paris ‑ Rome, è pensata per celebrare il 70° anniversario del gemellaggio culturale tra Roma e Parigi, sottolineando i legami artistici e storici tra le due capitali.
Struttura dell’esposizione
La rassegna presenta una selezione di fotografie realizzate da Varda nell’arco di circa sette decenni, con scatti che documentano la vita parigina, gli spazi urbani della Francia e i rapporti con città italiane come Venezia e Roma. Le immagini sono disposte per tematismi e percorrono diversi momenti della carriera dell’artista, evidenziando il suo sguardo critico e narrativo sulla realtà.
Il profilo artistico di Agnès Varda
Agnès Varda, nata nel 1928 e attiva fino alla sua morte nel 2019, è considerata una delle voci più autonome e originali del cinema europeo. La sua carriera nasce nella fotografia per poi spaziare nel cinema d’autore, dove ha saputo intrecciare elementi documentaristici e poetici. La mostra di Villa Medici valorizza questa duplice dimensione della sua ricerca visiva.
Legami con l’Italia e iniziative correlate
La retrospettiva romana si inserisce in un più ampio quadro di omaggi a Varda sul territorio italiano. A essa si affianca un’esposizione alla Cineteca di Bologna, prevista dal 6 marzo 2026 al 7 febbraio 2027, dedicata alla sua intera opera. Questa iniziativa rafforza la presenza dell’artista nei circuiti culturali italiani e la pone al centro di un confronto internazionale sulla sua eredità.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

