L’ARTE RACCONTA L’ARTE: IL CORTO SUL MADE IN ITALY DELLA BIENNALE DI VENEZIA

Ultimo weekend per la 55esima Esposizione Internazionale d’Arte – Il Palazzo Enciclopedico – della Biennale di Venezia, che chiuderà i battenti domenica, dopo quasi sei mesi di lavoro, per un totale di oltre 400mila visitatori. Numeri che proclamano la mostra presieduta da Paolo Baratta e curata da Massimiliano Gioni la più visitata d’Italia.

Quale momento migliore per celebrare il successo di questo “compendio” d’arte mondiale per ricordare, studiare, approfondire le opere del Padiglione Italia: Beatrice Bulgari ha così presentato presso l’incredibile Complesso Monumentale Santo Spirito in Sassia, l’anteprima del film  WORKING AROUND VICE VERSA, prodotto da CortoArteCircuito in associazione con In Between Art Film.

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L’arte che racconta l’arte: il film ripercorre le vicende della mostra Vice Versa al Padiglione Italia, curata da Bartolomeo Pietromarchi, che rappresenta un viaggio ideale nell’arte italiana di oggi, un itinerario per raccontare identità, storie e paesaggi – reali e immaginari – esplorando la complessità e le stratificazioni che caratterizzano la vicenda artistica e culturale del Paese. 

L’opera cinematografica ricostruisce il work in progress degli artisti, alle prese con mattoni, lame, seghe, macchine scavatrici, polvere d’oro e martelli. O, a volte, anche forbici da barbiere. Un grande cantiere che si trasforma, uno spazio composto da sette ambienti, sei stanze e un giardino. Un racconto, vero e appassionato, alla scoperta del perché, delle spinte emozionali degli espositori. E dei relativi retroscena. Bellissimo per chi ha vissuto la mostra, godibile anche per coloro che, mal per loro, non l’hanno potuta raggiungere, adatto ai curiosi che non si dichiarano direttamente “fruitori d’arte”.

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Il corto si avvale di un cast giovane ma esperto, lo si percepisce immediatamente, perché sembra parlare più con il cuore che con la bocca. La bellissima regia, con musica e post-produzione, è di Davide Pepe, la direzione della fotografia, spesso provocatoria, è firmata Gigi Martinucci, le interviste, colte e approfondenti, di Paola Ugolini.

Da vedere, studiare, approfondire. Con gli occhi e con il cuore. Per ricordare l’Italia di oggi. I sogni e gli incubi, le speranze ed i timori, l’arte e la morte. E per capire quel che sarà. Chissà.

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