Allarme cultura a Roma: chiude anche l’Eliseo?

IL FATTO – Oltre 9 milioni di debito e una società in liquidazione: una situazione davvero grave per il Teatro Eliseo, ora sotto sfratto e a rischio chiusura perché moroso nei confronti della Eliseo Immobiliare Srl, ovvero la proprietaria delle mura. La società non riceverebbe i canoni d’affitto da quasi due anni e il contratto di locazione si è perciò concluso il 27 dicembre 2013. «Il teatro subirà lo sfratto esecutivo il 10 luglio prossimo per morosità» e questo, sottolineano le segreterie regionali di Slc-Cgil e Uilcom-Uil, nonostante gli «8.000 abbonati e 200.000 spettatori che ad ogni stagione teatrale» frequentano la platea dello storico teatro di via Nazionale tanto caro a Eduardo De Filippo.

Teatro Eliseo

Teatro Eliseo

DEBITI – Tre milioni e 633 mila euro circa di debiti commerciali, 1 milione e 457 mila verso i fornitori  e 36 mila euro (secondo il direttore) impiegati per l’affitto dello stabile. Nella vecchia gestione figuravano a livello societario con il 6,77% di azioni  Vincenzo Monaci, con il 5,37% per Giampaolo Vianello e con l’87,86 %  la Maremma vera Srl. Che appartiene proprio a Vincenzo Monaci e alla sua consorte: un’azienda sulle colline di Grosseto dove il gestore dell’Eliseo ha realizzato una rinomata cantina di vini.

FONDI – Eppure, secondo le cifre del Fus, fondo unico per lo spettacolo, l’Eliseo è una delle realtà private che incassa più fondi in tutta Italia. Un milione e 508 mila euro nel 2007, 1 milione e 566 mila euro nel 2008, 1 milione e 468 mila euro nel 2009. Avanti così, fino al 2012, con un milione e 396 mila euro: per un totale di 7 milioni e 531 mila euro circa in sei anni.

QUALI PROSPETTIVE? – La notizia della chiusura per sfratto, per i sindacati è tanto più inspiegabile perché ci sarebbero «due differenti proposte economiche» per proseguirne l’attività. La prima, capeggiata dal produttore teatrale Francesco Bellomo, vedrebbe la formalizzazione di una offerta comprendente l’affitto dello stabile e l’ingresso nella Società di gestione Eliseo Teatro S.r.l., mentre la seconda, capeggiata dall’imprenditore Cavicchi, vede formalizzata la sola proposta d’affitto per lo stabile, dipingendo uno scenario incerto sul futuro dei dipendenti e del teatro stesso.

SULLO SFRATTO – Proprio qualche giorno fa il Tribunale di Roma ha esaminato la questione dello sfratto esecutivo ai gestori del teatro ma la seduta si è conclusa con un nulla di fatto. «Questo rinvio ci preoccupa – dichiara Davide Mori, della segreteria regionale UilPer questo abbiamo deciso di non rimuovere lo stato di assemblea permanente dei lavoratori che va avanti ormai da settimane. Lo stipendio di luglio non è stato ancora percepito e potremmo decidere uno sciopero a oltranza. Ogni giorno che passa la situazione diventa più delicata perché l’Eliseo ha bisogno di lavori di ristrutturazione che vanno fatti prima dell’inizio della nuova stagione».

Franceschini

FRANCESCHINI INCONTRA I LAVORATORI – Il ministro della Cultura Franceschini ha incontrato i lavoratori dello Stabile e le sue parole sono state accolte con grande soddisfazione. “Abbiamo avviato al ministero le procedure per mettere un vincolo alla destinazione d’uso del teatro – ha detto Franceschini – I tempi tecnici saranno veloci e così verrà garantito che chiunque sia il proprietario o il gestore dovrà mantenerlo teatro”.

MICHELE PLACIDO NUOVO DIRETTORE ARTISTICO? – Amici e abbonati non si vogliono arrendere e giocano anche la carta di Michele Placido per rilanciare il teatro. E potrebbe essere proprio lui il nuovo direttore artistico della stagione 2015/2016. “Sono onorato della proposta che mi è stata fatta. – ha ammesso l’attore – si tratta di uno degli stabili privati più importanti a livello nazionale con una storia iniziata ai primi del 900. Certo, fa tremare l’idea di assumerne la direzione ma mi sento coinvolto in un progetto di rilancio”.

Michele Placido

Michele Placido

NUOVO ASSESSORE ALLA CULTURA – Si dovrà occupare anche di questa spinosa situazione il nuovo assessore alla Cultura, dopo cinquanta giorni di poltrona vacante, Giovanna Marinelli. Una profonda crisi per il settore teatrale, che comprende anche il Valle okkupato, ma anche per quello museale dal futuro ancora incerto, Macro in primis. Roma può davvero sperare di uscire da questo impetuoso turbine di degrado culturale?

Giovanna Marinelli

Giovanna Marinelli

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