Il Teatro dell’Opera di Roma senza futuro: “licenziamento collettivo”

“Abbiamo tentato una ‘riparazione’ al doloroso messaggio lanciato dal maestro Muti. Con vera sofferenza abbiamo dovuto prendere questa decisione che, confesso, non è stata facile”, ha dichiarato il sindaco di Roma Ignazio Marino. “Passaggio doloroso ma necessario”, ha commentato invece il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini. Io preferisco commentare così, semplicemente: anche il Teatro dell’Opera cade a causa della cattiva amministrazione e dell’ignoranza italiana”.

Teatro dell'Opera

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IL FATTO – E’ stato votato oggi all’unanimità l’esternalizzazione del coro e dell’orchestra del Teatro dell’Opera di Roma e il licenziamento collettivo. Marino e il sovrintendente Carlo Fuortes hanno spiegato che “il coro e l’orchestra potranno organizzarsi in associazioni e partecipare alle audizioni e bandi. Dal 1° gennaio 2015 avremo, dunque, un coro e un’orchestra esternalizzati, un modello già sperimentato in altre capitali europee, un modello innovativo”.

“Gli altri soci fondatori del Teatro dell’Opera, il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti – ha aggiunto Marino – hanno ascoltato dalla mia voce i possibili percorsi che il Teatro dell’Opera aveva davanti. Si poteva pensare ad un rattoppo temporaneo, senza ambizioni di rinascita, potevamo procedere alla chiusura o a dettare una strategia che puntasse ad una vera e propria rinascita del teatro ed è quello che abbiamo fatto”.

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3,4 MILIONI DI EURO “RISPARMIATI” “Si prevede un risparmio di 3,4 milioni di euro”. “Il coro e l’orchestra – ha spiegato Marino- valgono circa 12 milioni di euro l’anno. Il nostro obiettivo è risparmiare 4,2 milioni di euro l’anno e i risparmi che si prevedono con il licenziamento collettivo sono pari a 3,4 milioni di euro”. Risparmio sì, ma “a che costo”…

AIDA O NO? – Ancora in forse il destino dell’Aida, opera che, assieme a Le Nozze di Figaro, avrebbe dovuto dirigere Riccardo Muti. “Ci attiveremo per poter individuare un nuovo direttore d’orchestra. Ci diamo tempo una settimana, se non riusciremo nel nostro intento l’opera non andrà in scena”.

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IL COMMENTO (INUTILE) DI FRANCESCHINI – “Il sovrintendente Fuortes ha chiarito bene che i musicisti se vorranno, potranno, come avvenuto da altre parti, dare vita a un’orchestra nuova, basata su relazioni trasparenti, sulla qualità e sull’innesto di giovani talenti, che punti ricostruire con il Teatro un nuovo e diverso rapporto”. Magnanimità.

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