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Fallisce Eur Spa: la Nuvola di Fuksas rimarrà incompleta

Si sapeva, lo sapevano tutti, lo sapeva anche Fuksas (leggi la sua intervista a Uozzart), lo sapevamo anche noi. La Nuvola rimarrà così. Salvo intervento (miracoloso e attualmente non previsto) di terzi. Nessuna Nuvola all’orizzonte, ironia della sorte. Una Nuvola che si aggiungerà alle già tante opere architettoniche/artistiche incomplete di Roma. Perché Eur spa chiude. Dopo un consiglio di amministrazione andato a vuoto e la convocazione dell’Assemblea straordinaria dell’altro ieri, tenutasi al Ministero dell’Economia e Finanze, che è socio di maggioranza con il 90% delle quote, ieri l’annuncio della richiesta del «concordato in bianco» al Tribunale di Roma. Un piano di salvataggio per evitare il fallimento. A darne notizia lo stesso Ente Eur in una nota.

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BANDIERA BIANCA – Sulla delicata vicenda il presidente, Pierluigi Borghini: “Tra le soluzioni che Eur spa sta valutando per risolvere la situazione societarie ci sono la ricapitalizzaizone e la vendita degli asset”. Tra gli asset che potrebbero essere ceduti, Borghini ha menzionato l’albergo Lama, “che è già in vendita” ma che non riesce a trovare acquirenti perché intrappolato tra due opere incompiute, “il Centro congressi di Fuksas – ha detto Borghini – che ha superato l’80% della realizzazione e le torri della Fintecna”.

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“La richiesta di concordato in bianco ci consente di prendere tempo. In questo modo, per quattro mesi non saremo aggrediti dai fornitori – spiega Borghini – L’assemblea dei soci ha deciso di percorrere la strada del concordato che ci consente uno stand-by per avere il tempo di elaborare un piano di ristrutturazione individuando le soluzioni migliori”. L’organo amministrativo resterà in carica e per tutti gli atti di straordinaria amministrazione sarà affiancato da un commissario giudiziale nominato dal Tribunale.

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EUR S.p.A – L’Ente Eur è una società nata nel 2000 per la gestione e lo sviluppo immobiliare dei beni dell’Ente Autonomo Esposizione Universale di Roma, una società per azioni partecipata al 90% dal Ministero dell’Economia e per il 10% Roma Capitale. Dispone di un ricco patrimonio di opere monumentali oltre a 70 ettari di parchi e giardini. Con un patrimonio edilizio di 570mila mq per un valore stimato di 700 milioni di euro. Eppure non basta. Il Centro Congressi concepito dall’archistar Fuksas avrebbe dovuto godere della vendita del correlato hotel “La Lama”, ma i ritardi della consegna hanno reso impossibile questa operazione.

Questo, sommato al fallimento dell’operazione di riqualificazione del “Velodromo” ha portato Eur Spa ad esposizione bancaria superiore al capitale sociale. L’unica opzione immaginabile al momento è la ricapitalizzazione. E quei soldi promessi da Matteo Renzi, i 100 milioni di euro, destinati ad Eur S.p.A per coprire quel “buco”, no, non sono “mai arrivati”, a dire del presidente.

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L’ARCHITETTO – Massimiliano Fuksas aveva dichiarato a Uozzart: “Ho visto cambiare quattro volte il Sindaco, quando il Comune è azionista al 10%, non so quante volte il Governo e quindi il Tesoro, azionista al 90%, quattro volte il Presidente della Regione e quattro volte l’Amministratore Delegato di Eur Spa. Non è mai stato fatto un finanziamento ad hoc per il Centro Congressi, andando avanti con piccoli quote, procedendo in modo disordinato e angoscioso. Senza fissare mai un budget su quello che si deve spendere. L’impresa che segue il cantiere ha proposto un ribasso ridicolo di 50 milioni, cifra che è in parte è stata riassorbita in lavori più o meno importanti. Tre anni di ritardo per un’approvazione di una cucina-depositi e per una sala. Ma l’impresa non è mai stata penalizzata con nessuna sanzione per i ritardi”.

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