“Le bal” al Sala Umberto: la nostra recensione

Di Alessia Tona

Uno spettacolo è tale quando lascia qualcosa allo spettatore, quando regala un attimo di intimità una sorta di  faccia a faccia tra momento teatrale e osservatore.  Non necessariamente questo stato evocativo deve riportarci ad un vissuto, ma anche solo ad una consapevolezza o ad un evento, ad una storia … magari diversa.

Le Bal, per la regia di Giancarlo Fares e le coreografie di Ilaria Amaldi, ci offre un intenso spaccato poetico musicale dell’ Italia dal 1940 al 2001. Cambia la nostra storia, cambiano gli abiti, cambiano gli atteggiamenti. Tutto cambia nel modo più organico possibile. Una drammaturgia del gesto che evoca la parola che non è mai pronunciata. È infatti la sua decisa assenza a far fluire ancora di più  la comunicazione tra gli interpreti.  Una balera è lo scenario fisso che muta le sue vesti a seconda del decennio. Passano gli anni ma la voglia di comunicare resta, l’importanza della condivisione del bene e del male. Abbiamo bisogno di parlare, abbiamo bisogno di condividere.

Non cito mai nulla di personale, ma mia nonna mi ha raccontato del ritorno dalla guerra di mio nonno spesso. Da dietro la porta continuava a bussare e a dire: “Apri, sono io!” “Io chi?”, rispondeva lei, e li mio nonno urlava il suo nome. Questa scena l’ho vista viva, reale per la prima volta proprio all’interno di uno spaccato dell’opera: emozionante. E poi la scoperta che tutto era da rifare, ma non si era da soli e ci si teneva per  mano.

In questo viaggio nel tempo un uomo ci racconta attraverso le note di un mai scontato Tenco, la commozione nello scoprirsi innamorato e rifiutato, per poi portarci nel baratro di un epoca buia a premessa dei giorni d’oggi. Una volta sotto il suono delle bombe ci si abbracciava e si sperava, oggi tutto questo è solo un immagine che distoglie per un attimo le nostre menti dal resto. Tutto ci sembra lontano ma è estremamente vicino. Se solo riuscimmo a togliere le cuffie dalle orecchie di questi anni 2000, forse ci stringeremmo ancora e spereremmo in un giorno migliore.

Elegantemente raffinato e raccontato da giovanissimi interpreti, Le Bal mostra storie e costumi della nostra bella Italia, sorride e spera ad un incoraggiante e luminoso storico avvenire.

INFO: LE BAL – L’Italia balla dal 1940 al 2001 da LE BAL, una creazione del Théâtre du Campagnol. Da un’idea e nella regia di Jean-Claude Penchenat con GIANCARLO FARES, SARA VALERIO, ALESSANDRA ALLEGRINI, RICCARDO AVERAIMO, ALBERTA CIPRIANI, VITTORIA GALLI, ALICE IACONO, MATTEO LUCCHINI, FRANCESCO MASTROIANNI, DAVIDE MATTEI, MATTEO MILANI, PIERFRANCESCO PERRUCCI, MAYA QUATTRINI, MICHELE SAVOIA, PATRIZIA SCILLA, VIVIANA SIMONE. Coreografie ILARIA AMALDI. Uno spettacolo di GIANCARLO FARES

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