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Distruzione creativa, Antoh Mansueto in mostra alla Casina di Raffaello

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Aprirà giovedì 13 giugno, sino al 15 settembre, presso Casina di Raffaello, la mostra “Distruzione creativa”, con le opere di Antoh Mansueto

Aprirà giovedì 13 giugno, sino al 15 settembre, presso Casina di Raffaello, a Villa Borghese, la mostra “Distruzione creativa”, con le opere di Antoh Mansueto.

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Le opere in mostra

Oggetto dell’esposizione tele, opere in alluminio sagomato, grafiche, video, sculture in legno riciclato e carta. L’artista esplora la vita attraverso uno stile che si declina in modo riconoscibile, evolvendosi da radici in diverse correnti passate, tra cui surrealismo ed espressionismo astratti, art brut, pop art, decostruttivismo, per indagare il mondo di oggi, i suoi equilibri dinamici e le sue fratture.

Pare che a un certo punto, proprio all’inizio di tutto, ci fu una enorme esplosione, chiamata il Big Bang. Immensa e distruttiva. La più grande distruzione di sempre. Così cominciò la creazione dell’universo.
Da allora, la natura è piena di piccole e grandi distruzioni creative, drammatiche e feconde. L’arte è maestra di vita, quindi di distruzione creativa. Nell’arte, la distruzione è spesso l’altra faccia della creazione.

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Chi è Antoh Mansueto

Nato nel 1960 a Napoli, Antoh Mansueto dagli anni ‘90 espone in italia e all’estero. Disegna foulard d’arte per l’azienda d’alta moda A.Quaranta Locatelli di Napoli.

Antoh (Antonio Mansueto) è nato a Napoli nel 1960. Ha esposto in Italia, Francia, Germania, USA, Romania, collaborando con diverse gallerie italiane.

Ha iniziato a dipingere ad olio dall’età di 10 anni sotto la guida di artisti napoletani, manifestando da adolescente un orientamento al surrealismo. Trasferitosi a Milano, partecipa al gruppo di artisti dell’Osservatorio Figurale (dedicato al nudo posa mossa), studia ceramica e frequenta privatamente l’artista e designer Bruno Munari (1907-1998), artista firmatario del Secondo Futurismo, di cui è profondo ammiratore.

Dal surrealismo evolve nell’espressionismo astratto (tra cui la serie Entropica) e quindi in un personale stile che enfatizza il disegno e la linea, integrando varie correnti del novecento (spesso vengono citati richiami di fauvismo, surrealismo ed espressionismo astratto, graffitismo, pop art, decostruttivismo, art brut), in una sintesi personale che ritiene ispirata dal dinamico caos organizzato colorato, sempre in rapida evoluzione, e non sempre psicologicamente sostenibile, del periodo di inizio del XXI secolo.

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