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Dragon Ball, il capolavoro compie 35 anni: 5 curiosità tra anime e manga

E’ uno dei manga più autorevoli della storia: il primo numero di Dragon Ball, scritto e illustrato da Akira Toriyama, uscì il 20 novembre 1984

Dragon Ball
Dragon Ball

Serializzato originariamente sulla rivista Weekly Shōnen Jump dal 1984 al 1995, i singoli capitoli sono stati poi raccolti in quarantadue volumi tankōbon, pubblicati dal 1985 al 1995. Dragon Ball, nell’arco di pochi anni, è diventata una delle serie manga e anime più popolari di tutti i tempi. E il suo successo persiste. Basti pensare che i suoi volumi hanno venduto più di 240 milioni di copie in tutto il mondo, rendendolo il secondo manga di sempre per numero di vendite.

Chi è Akira Toriyama

Akira Toriyama (Nagoya, 5 aprile 1955) non deve la sua fama agli eroi dai capelli biondo platino. Perché era noto già prima, con il suo precedente operato: parliamo di Dr. Slump (sì, quello di Arale), pubblicato in Giappone dal 1979 al 1984 sulla rivista Weekly Shōnen Jump. E da cui viene prodotto anche un anime, e nel 1997 un remake. Nel 1982 Dr. Slump vinse il premio Shogakukan per i manga nella categoria shōnen e shōjo.

Tutto nasce dalla sua passione per il kung fu

L’idea per realizzare il manga delle sfere del drago non si deve ad Akira, ma al suo editore, Kazuhiko Torishima, che gli consigliò, conoscendo la sua passione per i film dell’attore e artista marziale Jackie Chan, di realizzare uno shōnen manga sul kung fu. All’inizio fu Dragon Boy, one-shot, poi la sua famosissima evoluzione. Era il 20 novembre 1984 quando uscì il primo numero.

Il dopo Dragon Ball, da Dragon Ball Z a Dragon Ball Super

Il manga è stato adattato in due serie anime prodotte da Toei Animation: Dragon Ball e Dragon Ball Z, trasmesse in Giappone dal 1986 al 1996. Inoltre la Toei ha realizzato venti film cinematografici e tre special televisivi, oltre ai sequel Dragon Ball GT e Dragon Ball Super. Dal 2009 al 2015 la Toei ha trasmesso Dragon Ball Kai, una versione rivisitata di DBZ senza tutte quelle le scene non presenti nel manga.

Era l’anno 2000, Star Comics fu accusata di favoreggiamento della pedofilia

In Italia, anno 2000, una madre, sfogliando un numero della serie comprato dal figlio, lesse la parte in cui Bulma fa vedere le mutandine al maestro Muten ignara del fatto che Goku gliele avesse tolte la sera prima. Si rivolse così a un’associazione che presentò un esposto alla Procura della Repubblica di Roma nei confronti dell’editore Star Comics. Accusando di favoreggiamento della pedofilia.

La vicenda si sgonfiò senza alcuna conseguenza, ma nelle due ristampe successive la Star Comics decise di censurare la scena incriminata. E nella pagina iniziale di tutti i manga pubblicati dalla casa editrice venne inserita tale avvertenza: tutti i personaggi, sebbene siano soltanto delle rappresentazioni grafiche, sono maggiorenni. Anche se, in molti casi, tale dichiarazione appare decisamente forzata.

Tra i “discepoli” Toriyama , anche i padri di One Piece e Naruto

Le storie di Goku e compagnia hanno ispirato tutti i decenni successivi in fatto di anime e manga. Tra parodie, film e nuove serie di animazione, di fatto prodotti originali che nulla hanno a che vedere con l’opera di Toriyama, emergono anche prodotti di successo. E numerosi mangaka, tra cui Eiichirō Oda e Masashi Kishimoto, hanno dichiarato di essersi ispirati al manga. Non li conoscete? Pensate che sono i creatori rispettivamente di One Piece e Naruto.

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