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“Gli anni del MALE 1978-1982”, la mostra del WeGil

Aprirà il 25 ottobre e sarà visitabile sino al 6 gennaio 2020 la mostra “Gli anni del MALE 1978-1982” presso WeGil, per ripercorrere i cinque anni di vita del più importante fenomeno della satira italiana del dopoguerra

Aprirà il 25 ottobre e sarà visitabile sino al 6 gennaio 2020 la mostra “Gli anni del MALE 1978-1982”. Presso WeGil, in Largo Ascianghi 5, Roma. L’esposizione ripercorre i cinque anni di vita del più importante fenomeno della satira italiana del dopoguerra. A cura di Angelo Pasquini, Mario Canale, Giovanna Caronia e Carlo Zaccagnini. E in collaborazione con Vincino Gallo.

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Il MALE specchio italiano di creatività e di cronaca nera

Coloratissimo, smontabile e rimontabile a seconda degli usi che venivano suggeriti ai lettori e ai giornalai. Un giornale da esposizione, realizzato da uno straordinario gruppo di autori. Da Andrea Pazienza a Vincino, da Sergio Angese a Roberto Perini. Da Jacopo Fo a Tanino Liberatore, da Stefano Tamburini a Carlo Cagni, da Enzo Sferra a Filippo Scozzari. Poi da Jiga Melik a Piero Lo Sardo, da Sergio Saviane a Vincenzo Sparagna, da Giuliano Rossetti a Alain Denis, Francesco Cascioli e Bruno D’Alfonso.

Il MALE è stato anche lo specchio di un’epoca straordinaria per l’Italia, un’epoca di grande creatività. Ma, allo stesso tempo, di eventi terribili che hanno segnato il lavoro satirico del giornale. Parliamo di Anni di piombo tra le BR e dell’omicidio Moro, del terrorismo nero. E ancora degli attentati, degli omicidi di stato, della mafia, di Andreotti, Sindona, Ambrosoli e P2.

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Da Andrea Pazienza a Vincino, da Sergio Angese a Roberto Perini

Il percorso della mostra inizia con le gigantografie dei “falsi” – veri antesignani delle attuali fake news. Riproducendo fedelmente la grafica dei più noti quotidiani dell’epoca, gli autori del MALE intervenivano sull’attualità politica e sociale, con titoli altisonanti e testi provocatori. Quei falsi dissacranti, assieme a disegni per l’epoca altrettanto scandalosi, hanno reso famoso il giornale. Ma hanno causato anche denunce e processi: il MALE è stato forse il periodico più denunciato e sequestrato dal dopoguerra.

Le opere in mostra

La mostra racconta anche i famosi happening de Il MALE attraverso foto, video di repertorio e l’esposizione del “busto di Andreotti”, eseguito in marmo da un abile artigiano su disegno di Angese e di Vincino. Alcune colossali caricature d’autore introducono a una lunga carrellata dei temi principali sui quali si è esercitata la satira corrosiva del MALE. Dalla politica al sesso. In questa sezione è ospitata anche una ricca raccolta di disegni originali. Infine, una riproduzione della redazione fa rivivere l’atmosfera viva del giornale, come se un’animata riunione fosse da poco terminata.

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