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25 anni di Pulp Fiction

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Il 28 ottobre del 1994 usciva nelle sale italiane Pulp Fiction, il capolavoro che catapultò istantaneamente Quentin Tarantino, giovane regista alla seconda pellicola, nell’olimpo del Cinema mondiale.

Aveva appena 31 anni, Quentin Tarantino, quando presentò il suo secondo film al Festival di Cannes, vincendo la Palma d’Oro; e ne aveva quasi 32 quando vinse l’Oscar per la migliore sceneggiatura. Il successo del suo Pulp Fiction fu travolgente e fece la storia per il cinema indipendente: un film indie, piccolo, costato poco (“solo” 8 milioni di dollari) aveva vinto importantissimi premi e aveva incassato quasi 30 volte il suo budget (guadagnò, nelle sale di tutto il mondo, 213 milioni).

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Pulp Fiction nella cultura pop

Il film non ha solamente cambiato la storia del Cinema, ma è entrato di prepotenza nella cultura popolare: i suoi personaggi iconici e i dialoghi memorabili non hanno fatto che rafforzare nel tempo il culto per questa pellicola. La valigetta misteriosa, Ezechiele 25:17, il balletto di Mia e Vincent, la siringa di adrenalina, la telefonata a mr.Wolf: Pulp Fiction ha plasmato il nostro immaginario creando miti, personaggi e oggetti cult, e fornendoci citazioni pronte per ogni occasione.

Pulp Fiction - Vince e Jules
Pulp Fiction – Vince e Jules

Il cinema dopo Pulp Fiction

Influenzato da molti film di diversi generi, di cui Pulp Fiction è un mix perfetto (con citazioni che vanno dal western alla nouvelle vague), Tarantino crea un suo stile personale, ritmato, diretto. Negli ultimi 25 anni moltissimi registi sono stati influenzati dallo stile Tarantiniano, dal Guy Ritchie di Lock & Stock e The Snatch, fino al “nostro” Sydney Sibilia, regista di Smetto quando voglio. E molti sono stati gli omaggi a questa pellicola, anche in film più commerciali. Uno su tutti è Captain America: The Winter Soldier dove, sulla lapide di Nick Fury, interpretato da Samuel L. Jackson, si legge “The path of the righteous man…” (“Il cammino dell’uomo timorato…”), incipit del celeberrimo monologo di Jackson in Pulp Fiction, l’indimenticabile Ezechiele 25:17.

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