Non lontano da Piazza Navona, si trova la Chiesa della Natività di Gesù, protagonista di un’antica tradizione. Questa, prima associata ad una pia istituzione, ora riunisce la comunità cattolica congolese.
Non lontano da Piazza Navona, si trova la Chiesa della Natività di Gesù, protagonista di un’antica tradizione. Prima associata ad una pia istituzione, ora riunisce la comunità cattolica congolese.
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La storia della Chiesa della Natività di Gesù
L’edificio risale alla fine del Seicento, precisamente al 1692. Era associato all’Arciconfraternita della Compagnia della Natività (gli Agonizzanti), sodalizio istituito nel 1616. Papa Innocenzo XII (1691 -1700) accordò loro una licenza di costruire e aprire un oratorio. Gli adepti pregavano per gli agonizzanti, appunto, e per i condannati a morte. Qui veniva esposto il Santissimo nell’imminenza dell’esecuzione di una pena capitale. Quanti facevano visita al condannato, se confessati e comunicati, godevano dell’indulgenza plenaria per sé e per il reo.
Originariamente, l’edificio era proprietà del cremonese Giovanni Antonio Alessandri, il quale era diventato munifico grazie ai lavori di oreficeria; quando un incendio distrusse la sua casa, non badò a spese ricostruendola fedelmente, come riporta la lapide apposta sull’edificio.
Descrizione della chiesa
Nel corso dei secoli la chiesa ha subito vari restauri, di cui l’ultimo risale 1862. Un’iscrizione sulla facciata lo ricorda: “ARCHISODALITII ANIMIS MORIENTIUM IN EXTREMO AGONE IUVANDIS AUSPICE PIO IX P M INSTAURATUM ET ORNATUM ANNO CHR MDCCCLXII”. Quattro paraste suddividono la facciata in tre ordini verticali; al centro il portale neo-rinascimentale, con stipiti minuziosamente decorati e la scritta: “GLORIA IN EXCELSIS DEO”. Lateralmente, due nicchie con volta a conchiglia e due oculi costituiscono un ulteriore elemento di decoro. Sull’architrave si legge: DEO IESU INFANTI SACRUM”. L’interno si presenta a navata unica, con volta a botte e due altari su ogni lato.
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Curiosità
Ogni domenica, alle ore 11, si svolge nella struttura la coinvolgente messa in rito congolese, una vera e propria festa di gioia e allegria. Una piccola processione di fedeli dal portone si dirige verso l’unica navata. Le celebrazioni sono corredate da musica e canti; si battono le mani e si danza. È una particolare esperienza del sacro e, insieme, un inno alla vita.
Info utili
Indirizzo: piazza di Pasquino 2, Roma
Orari: aperta dal mercoledì alla domenica, dalle 17:00 alle 19:00
Ingresso: libero
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Classe 1991, sono laureata in studi storico – artistici e svolgo l’attività di curatrice, art advisor e critica d’arte. Scrivo per l’Atlante dell’Arte contemporanea Giunti editore, all’interno del quale firmo inoltre degli speciali di moda e fotografia. Come membro di redazione di tale pubblicazione, ho tenuto delle lectiones magistrales di autori di arti visive al Metropolitan Museum di New York ed ho fornito il mio supporto per lo stand della suddetta società nell’ambito di Art Basel Miami 2024. Sono nel comitato scientifico di diversi padiglioni alla Biennale di Venezia Arte e dell’Esposizione Triennale di Arti Visive a Roma.

