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Bilancio di fine anno: i migliori film del 2019, da Joker a Parasite

Last Updated on 02/01/2020

Ultime ore del 2019, tempo di tirare le somme. Il meglio del Cinema italiano e internazionale di quest’anno, da Joker a Parasite

L’anno appena trascorso è stato ricco di soprese e belle scoperte (cinematograficamente parlando). Dovendo scegliere delle immagini rappresentative di quest’annata cinematografica, di certo la prima a venirmi in mente è quella di Joaquin/Arthur che, danzando sulla ormai famosa scalinata nel Bronx, completa la sua trasformazione in Joker. Chi avrebbe mai potuto prevedere che un film di supereroi, diretto dal regista di Una notte da leoni, sarebbe stato tanto osannato? O che in Storia di un matrimonio, un argomento trito e ritrito in passato, avrebbe trovato nuova vita e commosso così tanti spettatori? O che in Parasite l’incontro tra una famiglia ricchissima e una poverissima potesse avere conseguenze tanto grottesche quanto violente, tra l’altro sulle note di “In ginocchio da te” di Gianni Morandi?

C’era una volta a…Hollywood e The Irishman

Un fotogramma che vale la pena ricordare di quest’anno è Margot Robbie/Sharon Tate che si guarda, emozionata, sul grande schermo. In C’era una volta a…Hollywood Tarantino mette in scena un suo personale sogno, nel film più autobiografico della sua carriera, salvandola da quel destino spaventoso. Stento a credere che, come Tarantino ha più volte detto, questa sarà la sua ultima pellicola.

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Sono però abbastanza convinta che The Irishman sarà l’ultima di Scorsese sul mondo della mafia. Il regista dice addio a un genere che l’ha consacrato nell’Olimpo del Cinema; lo fa con un film lungo, lento, stanco come i vecchi attori e amici che ha chiamato a raccolta. La potenza e la passione però sono rimaste assolutamente intatte nel cuore di questo giovane settantasettenne.

Margot Robbie - C'era una volta a...Hollywood
Margot Robbie – C’era una volta a…Hollywood

Anche il cinema italiano del 2019 ha visto belle pellicole sul mondo della criminalità: dalla trasposizione dell’opera di De Filippo ai giorni nostri de Il sindaco del Rione Sanità all’incredibile trasformazione di Favino in Tommaso Buscetta ne Il Traditore, fino ai baby-criminali de La paranza dei bambini. Ma non solo pistole e uomini d’onore: il mito di Romolo e Remo ne Il primo Re, a metà tra Apocalypto e Valhalla rising, è un ottimo segno per l’industria nostrana, ancora in grado di uscire dagli schemi e sperimentare con successo.

L’immagine più significativa per il cinema (e non solo) italiano di quest’anno è però quella di Enzo Castagna, manager siciliano dalla dubbia moralità, che posa sotto il cartellone “Neomelodici per Falcone e Borsellino” nel devastante La mafia non è più quella di una volta. Con occhio ironico ma spietato Franco Maresco segue la preparazione di questo festival in onore dei due giudici che, testuali parole, “sono stati chiamati dal Signore”; perché “assassinio” e soprattutto “mafia” non possono mai essere pronunciate.

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