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Dalla Tomba Maroi al Sarcofago degli sposi, dieci curiosità (e altrettanti video online) sul Museo Nazionale Etrusco

La Tomba Maroi, l’Apollo dello Scasato, il teatro d’acque del Ninfeo, il Sarcofago degli sposi, la tomba del Letto Funebre, i santuari Falisci, l’Apollo dello Scasato e tante altre curiosità: le iniziative online del Museo Nazionale Etrusco di Roma…

La Tomba Maroi, l’Apollo dello Scasato, il teatro d’acque del Ninfeo, il Sarcofago degli sposi, la tomba del Letto Funebre, i santuari Falisci, l’Apollo dello Scasato e tante altre curiosità: dieci iniziative online, per altrettanti video, del Museo Nazionale Etrusco di Roma. Divisibili, se volete, in più giorni…

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Il teatro d’acque del Ninfeo

Una esperienza immersiva in tutti i sensi in un capolavoro dell’architettura rinascimentale mondiale, il primo teatro d’acque della storia. Alimentato con l’antica acqua vergine e incastonato nel celeberrimo ninfeo realizzato da Bartolomeo Ammannati per Papa Giulio III (Giovanni Maria Ciocchi del Monte) tra il 1550 e il 1555 nella “sua” Vigna Iulia. Per il video cliccate qui.

Hermes a Karlsruhe

La narrazione in maniera particolare e piacevole del dietro le quinte del viaggio dell’Hermes di Portonaccio alla mostra di Karlsruhe. Per vederlo cliccate qui.

Il cortile principale della villa

Capolavoro indiscusso dell’architettura Rinascimentale, Villa Giulia deve la sua bellezza al contributo dei più grandi artisti del Rinascimento: Giorgio Vasari, Jacopo Barozzi da Vignola, Bartolomeo Ammannati e Michelangelo Buonarroti, tutti al soldo di Papa Giulio III. Scopriamo insieme il suo cortile principale con questo video immersivo a 360°. Cliccando qui.

139 anni dalla scoperta del sarcofago degli sposi

Il 9 aprile del 1881 veniva alla luce il Sarcofago degli Sposi. A 139 anni da quella eccezionale scoperta si ricorda uno dei momenti più importanti per l’archeologia e per quello che alcuni anni dopo sarebbe diventato il museo che lo custodisce gelosamente e lo espone al godimento di tutti. Tutta la giornata di giovedì 9 aprile è stata quindi dedicata all’opera più celebre del Museo. Con racconti che ne svelano il momento straordinario della scoperta e il primo restauro. Per vedere la registrazione della diretta sul Sarcofago degli Sposi cliccate qui.

La tomba del Letto Funebre

Il nome non rende merito a questo capolavoro dell’arte pittorica etrusca, la cui interpretazione è ancora oggi oggetto di aspre discussioni tra gli studiosi. Un letto vuoto e monumentale troneggia al centro della sala, circondato da simposiasti, musici, atleti, cavalieri e ballerini. Secondo un costume particolarmente diffuso tra gli Etruschi e mirabilmente evocato in molte tombe affrescate di Tarquinia. Quella in discorso risale al 480-460 a.C. e fu scoperta nel 1873 per essere poi successivamente distaccata e trasferita prima a Tarquinia e poi a Villa Giulia, dove fa bella mostra di sé in una delle sale più incredibili ed evocative del Museo. Si racconta la sua storia in questo video immersivo a 360°. Visibile cliccando qui.

I santuari Falisci e l’Apollo dello Scasato

Si dice bello come il sole ed effettivamente questa sala ne dà una straordinaria testimonianza. Quella dell’Apollo dello Scasato, uno dei capolavori dell’arte etrusco-italica. Si racconta così un pizzico della sua storia e di quella delle altre meraviglie custodite vicino a lui. Con tanto di tecnologia a 360°. Ai più tecnologici e smart si consiglia la visione con Oculus o apparecchiature simili. Cliccando qui.

La Tomba Maroi

Quanti di voi hanno sognato anche solo per un momento di scoprire una tomba intatta e inviolata come quella di Tutankhamon? Ancor più preziosi degli oggetti contenuti al suo interno, però, sono le informazioni che da essi si possono ricavare in merito alle persone che li hanno posseduti, alla loro identità e a quella dei loro familiari, alle loro aspirazioni e alle loro paure. Ecco un video immersivo a 360° dedicato a uno degli allestimenti più suggestivi del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, la tomba 2 del Tumulo Maroi della necropoli della Banditaccia di Cerveteri. Lo potete vedere cliccando qui

I colli di Roma nel Rinascimento: Introduzione

In occasione dei 500 anni della scomparsa di Raffaello ETRU propone un viaggio inedito nella Roma del Maestro. Viene proposto dunque il ciclo di conferenze sui Colli di Roma nel Rinascimento,  ideato e curato nella primavera del 2018 da Maria Paola Guidobaldi a partire dai paesaggi dipinti nella Sala dei Sette Colli. Affidato alla grande sapienza di Filippo Coarelli, i cui studi sulla topografia della Roma antica costituiscono uno dei filoni più corposi, costanti e apprezzati di una produzione scientifica sterminata.

In otto memorabili e affollatissime conferenze tenute nella Sala della Fortuna del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, il grande studioso ha fatto rivivere la topografia dell’antica Roma, filtrata dallo sguardo della cultura del Rinascimento. La prima conferenza, autentica introduzione all’intero ciclo, è preceduta da un’illustrazione complessiva della villa e della sua rappresentazione come “ottavo colle di Roma” ad opera di Maria Paola Guidobaldi. Buona visione cliccando qui.

I colli di Roma nel Rinascimento – L’Aventino

Dopo il video introduttivo di sopra, entra nel vivo la passeggiata sui Colli di Roma nel Rinascimento, omaggio a Raffaello. Filippo Coarelli ci conduce innanzitutto sull’Esquilino, la cui rappresentazione, nella Sala dei Sette Colli, compare sul lato corto meridionale della stanza. Al di sopra della porta che immette nell’adiacente Sala delle Arti e delle Scienze, dove sono esposte le oreficerie Castellani.

Insieme a quella di Villa Giulia, che significativamente le si contrappone sull’opposta parete corta, è la veduta più accurata della sala e nella quale nessuno degli elementi paesaggistici e monumentali selezionati dai decoratori rinascimentali per caratterizzare il colle appare casuale. Come non è casuale la scelta dell’elemento “attuale” correttamente inserito nell’antico contesto topografico dell’Esquilino. Il gruppo del Laocoonte scoperto nel 1506, che offre a Filippo Coarelli l’occasione per uno straordinario excursus sulla scultura, sulla domus Titi e sugli Horti di Mecenate alla luce delle più recenti scoperte e acquisizioni. Qui per iniziare questa passeggiata.

I colli di Roma nel Rinascimento – L’Esquilino

Filippo Coarelli in questo video ci conduce sull’Aventino. In questa veduta, la prima da sinistra nella parete lunga orientale della Sala dei Sette Colli, anche se le mura e la rocca dei Savelli e le chiese di Santa Sabina di S. Alessio riflettono un paesaggio monumentale aggiornato, i decoratori rinascimentali vollero caratterizzare il colle con un riferimento molto colto alla tradizione antica, che poneva ai piedi del colle  l’antro di Caco, reso immediatamente riconoscibile grazie ai buoi di Gerione, che questi sottrasse a Ercole sulla via del ritorno ad Argo, tirandoli per la coda all’interno della grotta. Per visualizzare la conferenza clicca qui.

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