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Star Wars: dodici curiosità sulle tre trilogie

Last Updated on 04/05/2020

Il motivo alla base dello Star Wars Day è semplice, almeno per gli inglesi e americani: il 4 maggio è “May the fourth”, molto simile a “May the Force be with you”. Omaggiamo anche noi la grande saga, tra location “alternative”, guest star cancellate e battute segrete…

Si celebra lunedì 4 maggio, come ogni anno, lo Star Wars Day. Il motivo è semplice, almeno per gli americani: il 4 maggio è May the fourth, molto simile a “May the Force be with you”. In italiano, “Che la Forza sia con te”. Per questo vogliamo ripercorrere alcune delle curiosità più o meno note intorno alla saga di Star Wars, a 43 anni dal debutto della saga, partita nel 1977.

Numeri da record

I film hanno goduto di un vasto successo commerciale e di pubblico, con un incasso totale di 10 miliardi di dollari. Star Wars è quindi il secondo franchise cinematografico più redditizio dopo il Marvel Cinematic Universe. Tra i vari riconoscimenti ottenuti figurano dieci Premi Oscar. Guerre stellari detiene il Guinness dei primati come serie di fantascienza più redditizia. Nel 2017 il valore totale di Guerre stellari è stato stimato in 43 miliardi di dollari, rendendolo il secondo franchise più redditizio dopo Pokémon.

Ti amo anche io, che banalità!

L’originale dichiarazione d’amore tra la Principessa Leila e Ian Solo è frutto dell’improvvisazione di Harrison Ford. Il dialogo prevedeva che Solo dicesse “I love you too”, ma sia il regista Irvin Kershner, sia l’attore stesso lo trovavano un po’ banale. Così, poco prima di una pausa pranzo sul set, quando Carry Fisher pronunciò la sua battuta, “Ti amo”, Ford rispose “Lo so”. Su di loro aggiungiamo che la differenza di altezza tra i due era decisamente notevole: in molte scene l’attrice è stata costretta a recitare su di una pedana per minimizzarla.

Un interessante crossover fantasy

L’alieno E.T., infatti, somiglia moltissimo agli indigeni di Brodo Asogi che compaiono in La minaccia fantasma: George Lucas li avrebbe inseriti come omaggio a Spielberg il quale, nel suo capolavoro del 1982, aveva inserito alcune action figures di Star Wars.

Il nome “Jedi” è un omaggio al regista giapponese Akira Kurosawa

Deriva infatti da “Jidaigeki” che indica i “period drama” (drammi storici), ossia il genere di film diretto dal regista giapponese Akira Kurosawa a cui Lucas si ispira. In particolare il film di Kurosawa La fortezza nascosta (1958) avrebbe fortemente influenzato Lucas portandolo a far raccontare i principali episodi della saga di Guerre Stellari dai personaggi minori (D3BO e C1P8).

Minch Yoda

A proposito di nomi, Yoda ha anche un cognome. Diciamo. Ma mai pronunciato nei film della saga. Nelle intenzioni di George Lucas, il nome completo del Gran Maestro del Consiglio doveva essere “Minch Yoda”, ma poi scelse di lasciare solo la prima parte della denominazione.

Che lavoraccio per Jabba!

Prima dell’avvento delle animazioni digitali, realizzare Jabba non fu affatto semplice. Al suo interno, infatti, si muovevano tre uomini. Uno per il braccio destro e la mascella, il secondo per il braccio sinistro e la bocca, un terzo per la coda. All’esterno, due persone controllavano, da remoto, gli occhi, altre due il movimento del torace e il fumo del narghilè.

Una paternità rimasta segreta anche al cast

Il segreto di Dart Fener fu tenuto nascosto anche al cast fino all’ultimo minuto. Prima di girare la scena, gli unici a sapere della paternità di Vader erano Lucas, il regista Kershner e il produttore Gary Kurtz. Mark Hamill, che interpretava Luke Skywalker, lo seppe solo pochi attimi prima del primo ciak. Mentre David Prowse/Vader recitò una battuta alternativa: “Obi-wan ha ucciso tuo padre”. Solo in fase di doppiaggio fu aggiunta la frase corretta: “No, io sono tuo padre”.

A proposito di Mark Hamill

Risulta evidente che in L’Impero colpisce ancora e in Una nuova speranza risulti molto diverso. Fisicamente parlando. Questo perché, poco prima di iniziare le riprese del secondo capitolo, l’attore restò coinvolto in un gravissimo incidente che ne deturpò il volto. Per giustificarne il cambiamento, venne introdotta così la scena del Wampa.

I presentimenti di George Lucas

La frase “I have a bad feeling about this” viene ripetuta, con qualche variante e da personaggi diversi, in tutti i film della saga. E precede qualcosa di grave che sta per accadere. Viene pronunciata anche in Indiana Jones e il Regno del Teschio di Cristallo e nei videogiochi Monkey Island. Tutte creazioni, ovviamente, di George Lucas.

Hoth si trova in Norvegia

Le scene de L’Impero colpisce ancora (1980) sono state girate vicino al ghiacciaio di Hardangerjøkulen, durante una delle peggiori tempeste da 50 anni a quel momento. Le temperature esterne si aggiravano attorno ai -20 °C. Talvolta la troupe non riusciva neanche ad uscire dall’albergo. Per questo alcune scene, come quella di Luke nella caverna degli Wampa, è stato realizzato anche all’ingresso dell’albergo.

A proposito di location

Alcune scene dei film sono state girate all’interno del Ranch Skywalker, la residenza di George Lucas. Come il funerale di Darth Vader alla fine de Il ritorno dello Jedi o le scene nel lago di Dagobah del L’Impero colpisce ancora. In realtà si trattava della piscina di Lucas.

Guest star d’eccezione. O quasi.

Per accontentare le figlie, George Lucas introdusse nel cast, in qualità di comparse per il film L’attacco dei cloni, i membri della band musicale NSYNC. La scena, in realtà, venne poi tagliata in fase di montaggio. Sono state lasciate, invece, le sequenze che vedevano apparire Ahmed Best (interprete di Jar Jar Binks) e Anthony Daniels (C3PO).

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