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Il Quattrocento in pittura: il gotico di Jean Foquet, pittore francese autore di una celebre “Madonna con Bambino”

Last Updated on 07/06/2020

Ricchi panneggi, movimenti eleganti e un ricco apparato ornamentale caratterizzano la pittura del più importante esponente dell’arte visiva francese del XV secolo, Jean Foquet…

Chi era Jean Foquet

Jean Fouquet nacque intorno al 1420 a Tours. Si formò a Parigi, negli atelier di miniatura. Tra il 1445 e il 1447 viaggiò in Italia. Visitò le città di Roma, Napoli, Firenze, Ferrara, importanti poli artistici dell’epoca. Da qui una viva ammirazione per l’arte italiana: subì in particolare l’influenza, di Masolino, Paolo Uccello e Beato Angelico.

Nel 1448, ritornato in patria, fu al servizio di Carlo VII e di Luigi XI, di cui fu il pittore ufficiale. Lavorò inoltre per alti funzionari di Stato, come Guillaume Jouvenel des Ursins, cancelliere di Francia, Simon de Varie e il tesoriere Etienne Chevalier, per cui miniò un Libro d’Ore al museo Condé di Chantilly. Nel 1450 eseguì, sempre per Chevalier, quello che è riconosciuto come il suo capolavoro: Il dittico di Melun, oggi smembrato.

Nello scomparto sinistro F. raffigurò Etienne Chevalier presentato da santo Stefano (93×85 cm, olio su tavola,  Gemäldegalerie di Berlino); nel destro, invece, la Madonna del latte in trono col Bambino (91,8×83,3 cm, olio su tavola,  Koninklijk Museum voor Schone Kunsten di Anversa). Tra il 1465 e il 1470 realizzò delle splendide illustrazioni per le Antichità giudaichedi Flavio Giuseppe e per le Grandes chroniques de France. Successivamente dirottò verso composizioni più complesse, aventi per soggetti le grandi folle. Morì tra il 1478 e il 1481.

La Madonna in trono con Bambino: una Madonna dai tratti mondani

La famosa tavola ha per soggetto la Vergine con i lineamenti di Agnes Sorel, la favorita del re. Il committente, Etienne Chevalier, era tesoriere reale, esecutore testamentario della Sorel e suo amante. La figura è rappresentata nell’atto di scoprire il seno per allattare Gesù infante. Tutt’intorno gravitano dei cherubini blu e rossi, colori associati, rispettivamente, alla sapienza e all’amore di Dio.

Memore dell’arte italiana, l’artista francese inserisce la Madonna in una composizione piramidale. Anche le sue forme, nel taglio spiccatamente geometrico, rimandano ai manufatti italiani, in particolare al Rinascimento fiorentino. Si osservi, a tal proposito, il seno spiccatamente sferico e il volto ovale. La resa plastica e i toni diafani impiegati per la realizzazione della pelle la rendono simile ad un simulacro eburneo. Di derivazione italica è anche la posa e la robustezza del Bambino.

Sono invece spiccatamente nordici lo studio analitico della luce, che magistralmente investe le gemme del seggio e della corona, e il gusto per la linea perimetrale. Iconograficamente avvicinata alla serie delle Madonne del Latte, la tavola in questione non nasconde, tuttavia, una tangenza con le Maestà francesi di epoca medievale: in quanto protettrice del Regno, ella era infatti venerata come Regina di Francia. Inoltre, secondo le parole di Huizinga, autore de “L’autunno del Medio Evo”, Maria risulterebbe una “figurina alla moda”. Da ciò deriverebbe quel tono decadente che affascina e ammalia il fruitore.

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