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Il buon governo. L’età dei doveri: la recensione del libro di Sabino Cassese

Edito da Mondadori “Il buon governo. L’età dei doveri” è il nuovo saggio del giurista Sabino Cassese. Un libro di grande attualità, vista la prossima scadenza elettorale del 20 e 21 settembre 2020 in cui si voterà per il referendum costituzionale confermativo del taglio dei parlamentari.

Edito da MondadoriIl buon governo. L’età dei doveri” è il nuovo saggio del giurista Sabino Cassese. Un libro di grande attualità vista la prossima scadenza elettorale del 20 e 21 settembre 2020 in cui si voterà per il referendum costituzionale confermativo del taglio dei parlamentari.

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La trama del libro

Come è possibile, si chiedeva Paul Klee a proposito degli italiani, che una «marmaglia miserabile» sia stata l’artefice del Rinascimento? Ancora oggi l’Italia è piena di paradossi. Le regioni del Nord hanno un grado di sviluppo paragonabile a quello delle nazioni europee più avanzate. Mentre il Mezzogiorno non riesce a stare al passo. Gli italiani, malgrado un’allarmante disaffezione nei confronti della politica, garantiscono sempre un’alta percentuale di votanti a ogni elezione. Pur vivendo una sostanziale «pace sociale», l’Italia è percorsa dalla paura. Contraddizioni che affondano le radici nella storia, e che nella perdurante crisi delle istituzioni sembrano trovare la linfa per perpetuarsi.

Sabino Cassese scrive che sono proprio le istituzioni a dettare le regole del gioco. Ed è dal loro stato di salute che dipende la corretta gestione della Repubblica, vale a dire il buongoverno. Il nostro attuale assetto istituzionale soffre di alcuni difetti: l’indebolimento dei partiti come organizzazioni sociali, il deperimento del Parlamento, il corto respiro della politica. Questi hanno rimodellato non solo l’architettura dello Stato, la sua amministrazione e la sua burocrazia, ma anche la politica, l’economia, il costume e la morale pubblica. Il Paese è attraversato da correnti populistiche e da pulsioni autoritarie. E si dimostra insofferente nei confronti delle élite, illuso dalla democrazia digitale, vittima di paure imposte più dalla narrazione dei fatti che dai fatti stessi, rancoroso e scoraggiato, intimorito dalla globalizzazione.

Luci e ombre delle istituzioni

Eppure – ricorda Cassese – alle ombre si accompagnano le luci. L’essere parte dell’Unione europea, il civismo e il volontariato sempre più diffusi, le innumerevoli iniziative sociali, la sensibilità nei riguardi delle comunità, l’attenzione, seppur passiva, per la politica, la Costituzione con la sua ricchezza ancora inespressa. Contraddizioni di un Paese attraversato da un profondo malessere. Ma che nei momenti più difficili ha trovato l’energia e la vitalità necessarie per aprirsi alla speranza.

“«È grande errore parlare delle cose del mondo indistintamente e assolutamente, per così dire, per regola. Perché quasi tutte hanno distinzione ed eccezione per la varietà delle circustanzie, le quali non si possono fermare con una medesima misura. E queste distinzione ed eccezione non si trovano scritte in su’ libri, ma bisogna la insegni la discrezione». Le «circustanzie» di cui scriveva Guicciardini non si ordinano nelle semplificazioni eccessive, nei binomi bianco-nero, nella semplice «logica dilemmatica», che era invece seguita da un contemporaneo di Guicciardini, il Machiavelli.

Se si vuol «ragionare dello Stato», bisogna distinguere, comprendere le differenze e i particolari, e le situazioni nuove, evitando di partire dai dogmi (è questa la «discrezione» guicciardiniana) e di ascoltare gli umori di una stagione. E quindi affrontare i modi in cui si presentano oggi i rapporti tra la società e chi la governa, evocando il passato non perché fornisca paradigmi di confronto, ma perché permetta di capire il formarsi del presente”.

“Il buon governo. L’età dei doveri” è stato recentemente presentato a Capalbio Libri, il festival sul piacere di leggere, la cui 14esima edizione si è tenuta nel borgo maremmano dal 5 al 9 agosto scorso.

Intervistato dall’editorialista de la Repubblica Claudio Tito, Sabino Cassese ha parlato del suo libro approfondendo i passaggi relativi all’illusione della democrazia digitale e al declino delle competenze.

Credo che la competenza sia lo strumento necessario per prendere decisioni, ovvero per deliberare. Il nostro Paese al momento è governato da persone che hanno dato nessun valore alla competenza in sé, difettandone in prima persona”.

Incalzato da Claudio Tito, Cassese ha quindi risposto su domande di più stretta attualità.

Secondo lei, Professore, il nostro Governo è formato da persone competenti o incompetenti?”

Se uno vale uno è il concetto su cui si basa la propaganda politica del movimento cinque stelle, è inevitabile che nel Governo risieda un forte difetto di competenza“.

E Conte?

Conte ha avuto una buona formazione ma di certo non possiede l’esperienza e le competenze necessarie per governare un paese”. 

A proposito di governi, ha preferito il Conte 1 o il Conte 2?”

Ho preferito, malgrado le molte debolezze, il Conte 2, che si è trovato in questa situazione di emergenza e non si può dire che sia andata male. Ricordo in particolare la questione dei cinque verbali, ricca di contraddizioni; anche Salvini è un uomo ricco di contraddizioni, basti pensare alla sua internazionale sovranista, che di per sé un ossimoro“.

L’intervista è proseguita discutendo della gestione dello stato di emergenza nel corso della pandemia e dell’uso dei decreti legge, con l’ultimo chiamato Decreto Agosto, che Cassese ha commentato con una battuta: “Un decreto al mese toglie il medico di torno”. Ed ancora il problema della gestione tra Stato e Regioni, la profilassi internazionale e i lascia passare della presidenza della Repubblica, che il Professore non ha mancato di criticare. Ed infine il referendum per cui andremo a votare tra qualche settimana riguardante la diminuzione del numero dei parlamentari, con Cassese che ha affermato: “Il risparmio è stato calcolato come ridicolo, bisognerebbe piuttosto interrogarsi sulla qualità di chi siede in Parlamento e non sulla quantità dei rappresentanti”.

Chi è Sabino Cassese

Sabino Cassese è professore alla School of Government della Luiss e alla Católica Global School of Law di Lisbona. È stato professore nelle università di Urbino, di Napoli, di Roma e nella Scuola Normale Superiore di Pisa. Ha inoltre insegnato alla Law School della New York University e al Master of Public Affairs dell’Institut d’études politiques di Parigi. È stato ministro della Funzione pubblica nel governo Ciampi e giudice della Corte costituzionale. Tra le sue opere più recenti ricordiamo Governare gli italiani. Storia dello Stato (2014), Dentro la Corte. Diario di un giudice costituzionale (2015), Territori e potere. Un nuovo ruolo per gli Stati? (2016), La democrazia e i suoi limiti (2017) e La svolta (2019).

Scheda del libro

Titolo: Il buon governo. L’età dei doveri
Autore: Sabino Cassese
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2020
Pagine: 280 p.
EAN: 9788804726142
Prezzo: € 19,00

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