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Homo Talent. Idee e strumenti per le rivoluzioni quotidiane: la recensione del libro di Giorgio Maggi

Last Updated on 10/11/2020

Giorgio Maggi, nel suo libro “Homo Talent. Idee e strumenti per le rivoluzioni quotidiane”, edito da Alpes Italia, sostiene che le rivoluzioni quotidiane sono lo sbocco ideale per il talento che vuole riposizionarsi nel mondo circostante. Che vuole dare il meglio di sé. O perlomeno provarci…

In questo tempo sospeso, che ha nell’incertezza una quotidiana compagna di viaggio, mi sono imbattuto in una diretta social in cui si discuteva del talento e della sua valorizzazione come risorsa per promuovere un cambiamento, sia esso personale che professionale. La discussione nasceva dalla presentazione di un libro, un saggio scritto da Giorgio Maggi per Alpes Italia ed intitolato “Homo Talent. Idee e strumenti per le rivoluzioni quotidiane” . Incuriosito, sensibile all’argomento, m’è venuta voglia di leggerlo.

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La trama del libro

In breve Giorgio Maggi sostiene che le rivoluzioni quotidiane sono lo sbocco ideale per il talento che vuole riposizionarsi nel mondo circostante. Che vuole dare il meglio di sé. O perlomeno provarci. Sono uno stato alternativo della mente. Un meccanismo che mette in discussione l’esistente. Che tenta di scardinare i vecchi modelli di azione. È una modalità di pensiero che sfida il presente, per preparare il futuro. Un retroterra audace che dà linfa ad una nuova filosofia del quotidiano. Ripensa la routine e la trasforma in un gesto epico. Galvanizzante. Si sintonizza su una frequenza che stimola volontà, visione, desiderio, forza, entusiasmo ed ebbrezza. Quella “gentile” che permette azioni extra-ordinarie, cioè fuori dal comune. Che scardinano il già noto e sondano l’ignoto.

Le rivoluzioni quotidiane hanno un obiettivo importante, e allo stesso tempo atipico: vogliono problematizzare l’ovvio, stressare il banale, mettere in difficoltà le nostre abitudini acquisite e tutto ciò che diamo per scontato. Vogliono rivisitare e aggiornare le azioni umane più elementari per costruire un progetto di vita migliore, di più ampio respiro. Vogliono, in ultima istanza, essere la sentinella al confine per affrontare il nemico più insidioso: il disorientamento. In una società senza orientamento, ogni giorno può essere utile per fare piccole rivoluzioni che ci spingono al di là della zona di comfort. Modificare le coordinate della rotta. Inventarsi un copione diverso. Costruire una mappa sostenibile. Trovare una posizione.

Cos’è il talento? Cos’è un Homo Talent?

L’Homo Talent è colui che costruisce il proprio progetto di vita sulla valorizzazione dei propri talenti. In particolare la nostra specie manifesta cinque talenti primari in rappresentanza di cinque macro-aree comportamentali innate: comunicazione, relazione, costruzione, gestione, esplorazione. Cinque dispositivi innati che, per essere riconosciuti ed apprezzati dalla società, debbono assumere una forma concreta e adottare un linguaggio comprensibile. Cinque attitudini tutte indispensabili le une alle altre perché, nonostante ci sarà sempre un talento primario dominante che traccerà il cammino, il segreto del valore sta nel gioco di squadra. Più i talenti sono armonizzati, meglio gira il sistema. Più probabilità si hanno a disposizione per raggiungere l’eccellenza e creare valore per noi e per gli altri.

Leggere questo saggio significa accettare la possibilità di un viaggio dentro se stessi, in cui scoprire la differenza tra talento primario e talento sociale – che nasce dalla negoziazione con le variabili sociali – e vedere come un’attitudine innata possa diventare un talento professionale riconosciuto dalla società. Comprendere cioè che la professione in cui è possibile eccellere non è altro che un vestito su misura, un mezzo più funzionale di altri, un Interpretante adatto a svelare meglio il proprio talento grezzo.

Il ruolo dell’interpretante

L’Interpretante, secondo Giorgio Maggi, è qualcuno o qualcosa che scegliamo per svelare i segni nascosti ed indecifrabili del talento primario. L’Interpretante può essere emulativo, che si verifica quando scegliamo qualcuno o qualcosa per colmare un gap, per ripristinare l’equilibrio alterato da una precedente esperienza; compensativo, che si verifica quando scegliamo qualcuno o qualcosa per emulare una situazione già esistente e nota all’interno del contesto socioculturale di riferimento; o generativo, che si verifica quando scegliamo di creare situazioni e attività autentiche, libere e svincolate da qualsiasi costrizione.

Affidarsi ad un Interpretante generativo è il primo passo verso l’espressione vera del talento primario. Il miglior modo per incontrarlo è avere la mente sgombra e preparata ad accoglierlo. Fare quindi un esercizio di serendipity, ovvero l’arte di trovare cose inaspettate senza cercarle. Perché senza una predisposizione ad accogliere l’imprevedibile, l’invisibile, non riusciremo mai a capire con precisione quale sia la strada giusta per noi.

Prendere così ad esempio, studiare, le parabole esistenziali di Maradona, Muhammad Ali, Batman, persino della Banda della Magliana, ma anche di Gaetano, Fabia ed Elena. Personaggi noti e meno noti che hanno manifestato, in diverse parti del mondo, un talento sui generis nella loro vita, seguendo spesso percorsi irregolari e dettati dal caso. Comprendendo come ostacoli, problemi o pseudo-nemici siano essenziali allo sviluppo del talento.

L’orientamento e il Talent Passport

Esistono infatti delle tecniche con cui trasformare il talento grezzo in un talento professionale riconoscibile e spendibile nel mercato del lavoro. In un mondo caratterizzato da turbolenza ed incertezza perenne, l’orientamento strategico può rappresentare la “strada”, un sistema cioè capace di gestire e monitorare le nostre attitudini personali. Non a caso il vocabolo orientamento proviene dal verbo latino orior, oriris, ortus sum, oriri, il quale significa nascere, sorgere, e si utilizzava – tra l’altro – per indicare il sorgere del sole all’orizzonte. Ovvero orientarsi, trovare il proprio posto, la propria posizione.

Adottare inoltre strumenti innovativi e tecnologici può offrire l’opportunità di comunicare il nostro talento al mondo, progettare una vita migliore. Ne è un esempio il Talent Passport, uno strumento di personal branding da affiancare al proprio curriculum vitae e che serve a curare l’identità e la reputation del talento. Un bollino di qualità, il certificato d’origine del prodotto-talento che si situa alla fine del processo di creazione del valore-talento.

Il nostro commento

Questo libro è rivolto a tutti coloro che desiderano riposizionarsi in questo mondo complesso. Turbolento, precario, a tratti indecifrabile. Pur sempre ricco di inattese opportunità, alla nostra portata. Un contributo umile, che potrebbe però tornare utile a coloro che intendono risollevarsi dalle sabbie mobili del conformismo e della crisi socio-economica attuale – più o meno legata all’emergenza COVID – mettersi in discussione e decidere di imboccare la via del talento. Perché non possiamo accontentarci. Non possiamo delegare a nessuno il nostro destino. Non possiamo cambiare il mondo. Almeno con le modalità che ci hanno tramandato fino a oggi. Possiamo, invece, adottare idee e strumenti per fare rivoluzioni quotidiane. Le nostre.

Chi è l’autore Giorgio Maggi

Giorgio Maggi è nato a Roma nel 1978. Laureato in Sociologia della professioni, si diploma al Master di II livello in “Gestione e Sviluppo delle Risorse Umane”, coltivando studi e ricerche nell’ambito dei processi di apprendimento mediati dall’interazione sociale. Successivamente si specializza nei metodi e nelle tecniche di scoperta e sviluppo delle attitudini umane nei sistemi complessi, con un approccio interdisciplinare: neuroscienze, etologia umana, antropologia culturale, sociologia del quotidiano, semiotica, biologia delle emozioni, scienze cognitivo-comportamentali. Attualmente ha avviato una startup innovativa di nome MyGround nell’ambito della gestione del capitale umano il cui obiettivo è far incontrare aziende e talenti secondo una profilazione che mette in risalto il potenziale sommerso della persona, oltre alle competenze e conoscenze visibili.

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