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Storia del teatro italiano – Il genio di Luigi Pirandello e il suo metateatro

Come Luigi Pirandello influenzò il teatro mondiale. Dal teatro siciliano ai successi internazionali con Marta Abba e Ruggero Ruggeri. Poi la fase del metateatro, con la sua collaborazione con Eduardo De Filippo, e il teatro dei miti

Luigi Pirandello (Agrigento, 28 giugno 1867 – Roma, 10 dicembre 1936) è stato un drammaturgo, scrittore e poeta italiano, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1934. Per la sua produzione, le tematiche affrontate e l’innovazione del racconto teatrale è considerato tra i più importanti drammaturghi del XX secolo. Tra i suoi lavori spiccano diverse novelle e racconti brevi e circa quaranta drammi, l’ultimo dei quali incompleto.

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I successi teatrali di Pirandello

Per Pirandello il successo arrivò nel 1922, anno in cui si dedicò totalmente al teatro. Lo scrittore siciliano aveva rinunciato a scrivere opere teatrali, quando l’amico Nino Martoglio gli chiese di mandare in scena nel suo Teatro Minimo presso il Teatro Metastasio di Roma alcuni suoi lavori: Lumie di Sicilia e l’Epilogo, un atto unico scritto nel 1892. E fu un grande successo.

La proficua collaborazione con Marta Abba e Ruggero Ruggeri

Nel 1925 fondò la Compagnia del Teatro d’Arte di Roma con due grandissimi interpreti dell’arte pirandelliana: Marta Abba e Ruggero Ruggeri. Con questa compagnia cominciò a viaggiare per il mondo: le sue commedie vennero rappresentate anche nei teatri di Broadway. Nel giro di un decennio arrivò ad essere il drammaturgo di maggior fama nel mondo, come testimonia il premio Nobel per la letteratura ricevuto nel 1934, “per il suo ardito e ingegnoso rinnovamento dell’arte drammatica e teatrale”.

Pirandello divenne famoso proprio grazie al teatro che chiama teatro dello specchio, perché in esso viene raffigurata la vita vera, quella nuda, amara, senza la maschera dell’ipocrisia e delle convenienze sociali. Dalla critica viene definito come uno dei grandi drammaturghi del XX secolo. Scriverà moltissime opere, alcune delle quali rielaborazioni delle sue stesse novelle. La sua produzione è divisibile in quattro fasi.

Luigi Pirandello ed Eduardo De Filippo

La produzione di Pirandello in quattro fasi: il teatro siciliano e quello umoristico/grottesco

La prima è quella del teatro siciliano. In questa alcuni testi sono stati scritti interamente in lingua siciliana perché considerata dall’autore più viva dell’italiano e capace di esprimere maggiore aderenza alla realtà. Un esempio è Pensaci, Giacomino!. Durante la seconda fase, quella del teatro umoristico/grottesco, si distacca da verismo e naturalismo, avvicinandosi al decadentismo. E con i suoi personaggi intende esprimere la dimensione autentica della vita al di là della maschera. Appartiene a questo periodo Così è (se vi pare).

Le altre due fasi: il metateatro e il teatro dei miti

Durante la terza fase, invece, Il teatro nel teatro, o metateatro, Pirandello pensa che l’arte deve parlare anche agli occhi. E a tal scopo ripristinerà una tecnica teatrale di Shakespeare, il palcoscenico multiplo, in cui vi può per esempio essere una casa divisa in cui si vedono contemporaneamente varie scene in varie stanze. Inoltre abolisce anche il concetto della quarta parete, cioè la parete trasparente che sta tra attori e pubblico. Importante in questa fase l’incontro con Eduardo De Filippo. Fanno parte di questo periodo Sei personaggi in cerca d’autore ed Enrico IV. Durante l’ultima fase, Il teatro dei miti, scrive solo tre opere, tra cui I giganti della montagna.

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