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Storia del teatro italiano – Giorgio Strehler e il modello teatrale italiano in Europa

Figura emblematica del Novecento, Giorgio Strehler è stato uno dei registi più rappresentativi di tutto il teatro europeo. Durante la sua carriera il regista ne elabora infatti una sua concezione personale, sintesi di svago e didattica

Figura emblematica del teatro del Novecento, Giorgio Strehler (Trieste, 14 agosto 1921 – Lugano, 25 dicembre 1997) è stato uno dei registi più rappresentativi di tutto il teatro europeo. Durante la sua carriera il regista elabora una concezione personale del teatro, sintesi di svago e didattica. Un’arte capace di aiutare lo spettatore a riconoscersi in ciò che è umano e non in ciò che è disumano.

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I suoi studi e la guerra

La sua formazione avvenne con l’Accademia dei Filodrammatici di Milano sotto la guida di Gualtiero Tumiati, dove si diplomò nel 1940. Con l’entrata in guerra dell’Italia, il futuro regista si rifugia in Svizzera. Sembra sia stato, nel 1944, catturato dai nazifascisti e incarcerato per sette giorni. Da questa esperienza nacque la canzone Ma mi…, che racconta la storia di un partigiano arrestato ma che rimane fedele ai suoi compagni. Questa fu incisa nel 1959 da Ornella Vanoni e portata al successo da Enzo Jannacci nel 1964.

Le prime esperienze teatrali

Strehler fondò, insieme a Nina Vinchi e Paolo Grassi, il Piccolo Teatro di Milano. Venne inaugurato il 14 maggio 1947 con lo spettacolo L’albergo dei poveri di Maksim Gor’kij. Nel corso della sua produttiva carriera, Strehler si collega anche alle più recenti teorie novecentesche dell’arte drammatica, con riferimenti a Bertolt Brecht, Antonin Artaud e Louis Jouvet. Con una particolare attenzione rivolta allo spazio scenico, ai ritmi spettacolari e all’illuminazione. Nei suoi spettacoli il regista cerca di restituire dignità al passato eseguendo un’interpretazione rispettosa del testo e della volontà dell’autore. Puntando allo spirito originario dell’opera, mediante un approfondito lavoro di ricerca storica.

L’Unione dei Teatri d’Europa e i riconoscimenti

Nel 1985 il governo francese gli affidò la direzione del Teatro Odeon, che diverrà Il Teatro d’Europa. Nel 1990 invece fondò, assieme a Jack Lang, l’Unione dei Teatri d’Europa, un’associazione a scopo culturale, all’insegna degli scambi culturali. Nello stesso anno gli viene assegnato il Premio Europa per il Teatro. Dopo alcune esperienze politiche, fu insignito della Legion d’onore, massima onorificenza attribuita dalla Repubblica Francese. Mentre risale al 1992, da parte dell’Università degli Studi di Pavia, la sua laurea honoris causa in lettere.

La morte durante le prove del Così fan tutte

Morì a Lugano la notte di Natale del 1997, durante le prove del Così fan tutte. Questa sarebbe stata la sua prima regia al nuovo Piccolo Teatro di Largo Greppi, che però non inaugurerà mai. Le sue ceneri sono conservate nel cimitero di Sant’Anna, nella sua città natale.

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