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Il consolo, la recensione del libro di Orsola Severini

Last Updated on 05/11/2021

Pubblicato da Fandango Libri, “Il consolo” è il romanzo d’esordio di Orsola Severini. Un libro così unico e potente che si fatica a credere che sia il primo, in cui l’autrice racconta con coraggio la propria storia di donna che ha ricorso all’aborto terapeutico, perché il suo terzo bambino aveva patologie incompatibili con la vita.

Pubblicato da Fandango Libri, “Il consolo” è il romanzo d’esordio di Orsola Severini. Un libro così unico e potente che si fatica a credere che sia il primo, in cui l’autrice racconta con coraggio la propria storia di donna che ha ricorso all’aborto terapeutico, perché il suo terzo bambino aveva patologie incompatibili con la vita. Un dolore immenso e incolmabile al quale pensa ancora ogni giorno. In questa terribile esperienza si è scontrata contro il muro dell’obiezione di coscienza. Per questo ha deciso di raccontare questa vicenda che l’ha profondamente segnata e che è ancora un grande tabù in Italia.

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La trama del libro

Questo bambino non è mai nato, ma non è come se non fosse mai esistito”

Orsola ha trentaquattro anni, due figli piccoli, una bella casa ai Parioli, un lavoro part-time per stare dietro alla famiglia, un grosso cane e una vita apparentemente perfetta. Nonostante una ferrea educazione femminista e comunista, la sua realizzazione maggiore è essere madre, lo ha sognato sin da quando era bambina e le sono piaciute talmente tanto le sue due gravidanze precedenti da aver convinto il marito a lanciarsi in una terza.

Solo che, alla prima ecografia dopo le fatidiche dodici settimane, qualcosa si spezza: la traslucenza nucale del feto mette in rilievo una forte anomalia, tanto grave da dare come possibili esiti un aborto nei mesi successivi o una morte dopo la nascita. Quello di Orsola, se mai dovesse nascere, non sarà mai un bambino con una vita normale. Da questo momento per lei e il marito Marco inizia il calvario di chi in Italia sia costretto o voglia abortire, tra obiettori di coscienza, strutture inadatte, la mancanza totale di supporto e informazioni.

Una storia vera, una denuncia potentissima a sanità e società italiana

In un paese in cui abortire è ancora una colpa che neanche il privilegio può lavare, Orsola affronta il lutto della propria imminente perdita ricordando il padre, morto da poco, medico calabrese comunista eccentrico e solidale, la cui mancanza nelle dolorose settimane di avvicinamento all’aborto è ancora più evidente.

“Il consolo” – ovvero l’offerta di cibo alla famiglia del defunto – è qui sia quello della famiglia calabrese dopo il funerale del padre, sia quello di chi attraverso la scrittura cerca di rimettere insieme i pezzi di una vita che si è smontata e su cui pesa lo stigma di una società cattolica e giudicante. Una storia vera, una denuncia potentissima a sanità e società italiana, che condannano le donne a rimanere sole di fronte a una scelta, comunque, dolorosa e irreversibile.

“Se sapesse come sono arrivata a prendere quella decisione, se sapesse cosa si prova, cosa ho passato, mi chiederebbe scusa”

Si legge nel profilo Facebook di Orsola Severini: “Due anni fa leggevo un’intervista in cui il Papa paragonava le donne che hanno ricorso all’aborto terapeutico ai criminali nazisti. È in quel momento che ho deciso di raccontare la mia storia”. Pur essendo una donna privilegiata, in quell’occasione si è scontrata contro il muro dell’obiezione di coscienza, le trafile assurde, la sanità inadeguata in un Paese in cui l’applicazione di una Legge dello Stato sta diventando sempre più difficile. Orsola Severini si è detta: “Se sapesse come sono arrivata a prendere quella decisione, se sapesse cosa si prova, cosa ho passato, mi chiederebbe scusa”. Perché anche chi non la condivide, anche chi avrebbe scelto un’altra strada, dopo aver ascoltato la storia di questa donna, capirebbe, forse, che si tratta di una scelta d’amore che va quanto meno rispettata.

L’elaborazione del doppio lutto: quello del suo bambino e quello di suo padre

Questo libro parla dell’elaborazione di un doppio lutto: quello del suo bambino e quello di suo padre, l’autrice avrebbe dato qualsiasi cosa per averlo accanto in quel momento. Un uomo eccentrico, egocentrico, ma anche straordinario, generoso e fragile. Amatissimo. Suo padre che sapeva trasformare qualsiasi situazione in un’avventura fantastica.

“Il consolo” più che un romanzo è un fatto privato, per questo leggendolo bisogna avere rispetto dei protagonisti e della storia narrata. Forse bisognerebbe sospendere ogni giudizio, provare soltanto a immaginare, mettersi nei panni di chi questa vicenda l’ha vissuta. Qualcosa però si può fare: leggere questo libro e, se si vuole, far conoscere di cosa parla, così che qualcuno possa farsene un’idea, così che magari possa parlarne anche lui a qualcun altro.

Scoprire in questo modo che, di là dall’avere un valore letterario specifico, quella raccontata è sicuramente una storia interessante e dal forte impatto sociale, che potrebbe prestarsi anche ad una trasposizione cinematografica. Ma soprattutto, che in ogni caso, è in verità una profonda dichiarazione alla vita, e per questo meritevole d’attenzione.

Chi è Orsola Severini

Orsola Severini (Roma, 1981). Figlia di madre francese e padre italiano, si è laureata in storia all’Università La Sorbona di Parigi. Ha vissuto anche in Argentina e in Perù dove è stata volontaria in un orfanotrofio femminile. Di ritorno a Roma nel 2006, ha lavorato per oltre dieci anni nella comunicazione e nell’organizzazione di eventi. Attualmente scrive di storia e cultura per il quotidiano online Globalist e lavora come insegnante di francese per stranieri. È madre di tre figli. Il consolo è il suo primo romanzo.

Scheda del libro

Titolo: Il consolo
Autore: Orsola Severini
Editore: Fandango Libri
Anno edizione: 2021
Pagine: 176 p.
ISBN: 9788860447760
Prezzo: € 16,00

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