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Giovane donna, un Picasso cubista alla Rhinoceros Gallery di Roma

La “Giovane donna” di Pablo Picasso, dipinto cubista del 1909 mai esposto prima in Italia, sarà a Roma, presso la Rhinoceros Gallery, fino al 15 maggio 2022. Si tratta di un altro capolavoro delle collezioni del Museo Statale dell’Ermitage di San Pietroburgo, in Russia, ospitato nello spazio espositivo di Alda Fendi, dopo “L’ Adolescente” di Michelangelo e “I Santi Pietro e Paolo” di El Greco.

Il dipinto di Picasso sarà aperto al pubblico, gratuitamente, nello spazio espositivo del Palazzo Rhinoceros, in via del Velabro. E sarà protagonista di un percorso concepito da Raffaele Curi, che cura la linea artistica della fondazione. Questa includerà immagini, danza (dal Ballet Nacional de España al balletto Parade di Erik Satie) e memorie fotografiche della vita del pittore.

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Il ritratto di Picasso

La giovane ritratta da Picasso è la modella Fernanda Olivier, sua amante per quasi otto anni. “L’artista rifiuta la rigidezza e la palpabilità materiale – scrive nel testo critico Olga Leontjeva Il suo personaggio diventa quasi effimero, si dissolve nel gioco delle sfaccettature, delle macchie chiare. Si fonde con lo sfondo”.

E’ una rappresentazione non convenzionale della bellezza: la donna, nuda su uno sfondo neutro, è seduta in una poltrona di forma complessa. I suoi occhi sono chiusi e la sua testa è leggermente inclinata. Manca una fonte di luce e le parti del corpo sono scomposte in modo scultoreo, libere dei dettagli, attraverso linee dritte o arrotondate. Il dipinto apparteneva a Sergej Schukin, collezionista e mercante moscovita di opere del Modernismo francese. Lo acquistò direttamente da Picasso dal quale era giunto, accompagnato da Matisse, nel 1908.

La fotografia di Sergej Schukin e il racconto dell’amicizia che legò l’artista all’attore italiano Raf Vallone

Alla “Rhinoceros gallery” sarà in mostra anche una rara fotografia della sala di Sergej Schukin dedicata a Pablo Picasso. In questa si riconosce anche “Giovane donna”, tra i 51 lavori disposti su più file appartenenti al periodo Blu, Rosa e Cubista del pittore.

Inoltre, nell’esposizione ci sarà anche il racconto dell’amicizia che legò Pablo Picasso all’attore italiano Raf Vallone, uno dei pochi nostri connazionali – oltre a Renato Guttuso – di cui l’artista fu amico. La narrazione avviene attraverso le fotografie provenienti dall’archivio del figlio, Saverio Vallone. Come a voler parlare del genio di Picasso non solo con un suo capolavoro, ma anche attraverso spaccati della sua vita.

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