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95 anni di Gina Lollobrigida, i complicati esordi della Bersagliera

Last Updated on 04/07/2022

I difficili esordi di Gina Lollobrigida: dalle caricature col carboncino all’antagonismo con Sophia Loren, passando per i fotoromanzi come Diana Loris, Miss Roma e per quella volta che fuggì da Hollywood…

Compie 95 anni la grande Lollo, Gina Lollobrigida, all’anagrafe Luigia (Subiaco, 4 luglio 1927), fra le più autorevoli e iconiche interpreti della storia del cinema italiano, anche sex symbol a livello mondiale degli anni cinquanta e sessanta. Durante la sua carriera ha recitato in numerosi film americani dalla diffusione internazionale, fino a diventare una diva di Hollywood.

I registi e i premi

Tra i registi italiani ad averla diretta, Alberto Lattuada, Vittorio De Sica, Mario Monicelli, Pietro Germi e Mario Soldati. Ha affiancato divi di fama mondiale come Rock Hudson, Tony Curtis, Burt Lancaster, Frank Sinatra, Sean Connery, Anthony Quinn, Humphrey Bogart. E ha ottenuto, durante la sua carriera, numerosi riconoscimenti, tra i quali un Henrietta Award per il film Torna a settembre, sette David di Donatello e due Nastri d’argento, oltre a una candidatura ai BAFTA per Pane, amore e fantasia.

La famiglia, le caricature e i fotoromanzi

È nata a Subiaco (RM) il 4 luglio 1927, figlia di un facoltoso produttore di mobili che perse tutte le sue proprietà a causa di un bombardamento angloamericano. Nel 1944, la famiglia si trasferì a Roma iscrivendo Gina all’Istituto di belle arti: per mantenersi gli studi lei vendeva delle caricature disegnate col carboncino e posava per i primi fotoromanzi, con lo pseudonimo di Diana Loris.

Il concorso di Miss Roma

Nella primavera del 1947, senza nemmeno un vestito adatto, fu convinta da un amico a partecipare al concorso di Miss Roma. Si classificò seconda e, dato il suo successo di pubblico, venne invitata a Stresa per le finali di Miss Italia, dove ottenne il terzo posto dopo Lucia Bosè e Gianna Maria Canale, future stelle del cinema. In quello stesso anno parteciparono anche Eleonora Rossi e Silvana Mangano, anche loro poi divenute celebri attrici.

Le prime collaborazioni cinematografiche

Nello stesso anno, appena 17enne, la Lollobrigida interpretò il ruolo di Corinna nella commedia Santarellina di Eduardo Scarpetta, al Teatro della Concordia di Monte Castello di Vibio, il più piccolo teatro all’italiana del mondo. L’attrice iniziò la carriera cinematografica prima come comparsa e controfigura, quindi in piccoli ruoli di contorno. Poi nel 1950 volò sola verso Hollywood, accettando l’invito di Howard Hughes, miliardario produttore e scopritore di dive come Jane Russell. Ma quando scoprì che l’avrebbero chiusa in una gabbia dorata, tornò precipitosamente a Roma. Il contratto in esclusiva che aveva già firmato le impedì fino al 1959 di lavorare negli Stati Uniti. Poté comunque farlo per produzioni statunitensi girate in Europa.

I suoi primi successi e i “Pane, amore e…”

Tra i suoi primi successi, Campane a martello (1949) di Luigi Zampa, Achtung! Banditi! (1951) di Carlo Lizzani, Passaporto per l’Oriente, e soprattutto Fanfan la Tulipe (1952) di Christian-Jaque (Orso d’argento al Festival di Berlino), che la consacrò star in Francia. Nel 1953 interpretò, al fianco di Vittorio De Sica, il personaggio della Bersagliera, premiato con il Nastro d’argento e candidato al BAFTA, in Pane, amore e fantasia di Luigi Comencini (Orso d’argento al Festival di Berlino). L’anno dopo girò il sequel, altrettanto riuscito, Pane, amore e gelosia sempre di Comencini. Ma rifiutò nel 1955 di recitare in Pane, amore e… di Dino Risi, terzo capitolo della serie, rimpiazzata da Sophia Loren, secondo la stampa dell’epoca sua storica “rivale”.

I suoi grandi ruoli drammatici

Negli anni seguenti l’attrice affrontò diversi ruoli che rivelarono il tentativo di approfondimento drammatico e più maturo delle sue interpretazioni, come in La provinciale (1953) di Mario Soldati, La romana (1954) di Luigi Zampa, che le fece vincere la Grolla d’oro a Saint Vincent, Mare matto (1963) di Renato Castellani e Un bellissimo novembre (1968) di Mauro Bolognini, considerate tra le sue prove migliori, almeno come attrice drammatica.

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