Skip to content

Basilica dei Santi Giovanni e Paolo al Celio, dove furono sepolti i due santi fratelli

I lavori per la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo di Roma, risalgono circa al 398 su iniziativa del senatore Bizante o di suo figlio Pammachio. Il sito dell’edificio, databile I-II secolo, fu prima domus ecclesiae di una comunità cristiana, poi luogo di sepoltura dei martiri Giovanni e Paolo

I lavori per la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo di Roma, sulla sommità del colle Celio, risalgono circa al 398 su iniziativa del senatore Bizante o di suo figlio Pammachio. Il sito dell’edificio, databile I-II secolo, fu prima domus ecclesiae di una comunità cristiana, poi luogo di sepoltura dei martiri Giovanni e Paolo.

Scopri gli altri luoghi di Roma di Uozzart.com

Qui i due santi fratelli avrebbero subito il martirio

La tradizione afferma che questa fosse l’abitazione dei due santi fratelli, che avrebbero subito il martirio proprio al suo interno nel 362, durante il regno dell’imperatore Flavio Claudio Giuliano. Ma le fonti più accreditate sostengono invece che più probabilmente l’edificio apparteneva alla famiglia del fondatore, Pammachio. II luogo divenne così meta di pellegrinaggio e poco tempo dopo il senatore Bizante e suo figlio Pammachio vi edificarono un “titulus”, trasformato nel V secolo in una basilica.

La chiesa fu ricostruita dalle fondamenta nel XII secolo

Più volte saccheggiata e distrutta, la chiesa fu ricostruita dalle fondamenta nel XII secolo. Epoca in cui si aggiunsero il portico e l’alto campanile, tra i più belli della città, impostato sui resti del Tempio di Claudio. Nel 1216 il cardinale Cencio Savelli, futuro papa Onorio III, fece sopraelevare il portico, creando la galleria soprastante e il portale cosmatesco sovrastato da un’aquila ad ali aperte e affiancato da due leoni.

L’interno della basilica minore

L’interno della chiesa, a tre navate, ha risentito dei restauri operati nel Settecento e contrasta con la facciata romanica, ripristinata intorno al 1950 per volontà del cardinale Spellman, arcivescovo di New York. La navata è lunga 44,30 metri ed ampia 14,68, con navatelle larghe 7,40. La separazione tra le navate era effettuata tramite dodici colonne che reggevano tredici archi.

Il soffitto, la lapide e l’organo a canne

Il soffitto a cassettoni risale al Cinquecento, mentre al centro dell’abside è possibile ammirare un grande affresco del Pomarancio. Circa a metà della navata, una lapide ricorda il luogo in cui i santi subirono il martirio “in aedibus propriis”. L’organo a canne della basilica è situato sulla cantoria in controfacciata. A costruirlo fu la ditta Morettini nel 1856, dalla stessa modificato nel 1902 ed infine ampliato nel 1964 dalla ditta Tamburini (opus 469).

Le Case romane del Celio

Dalla via del Clivo di Scauro si accede alle cosiddette Case romane del Celio, scoperte nel 1887 da Padre Germano di San Stanislao, all’epoca rettore della Basilica: venti ambienti dipinti, appartenenti ad almeno cinque edifici datati tra il I e il IV secolo, che costituiscono uno dei complessi residenziali di età romana meglio conservati giunti fino a noi.

Appassionato di arte, teatro, cinema, libri, spettacolo e cultura? Segui le nostre pagine FacebookTwitterGoogle News e iscriviti alla nostra newsletter

Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: