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Notte degli Oscar, gli 8 momenti più “cult” di sempre tra gaffe e primati

Notte degli Oscar, i momenti indimenticabili delle precedenti edizioni tra gaffe e primati
Notte degli Oscar, i momenti indimenticabili delle precedenti edizioni tra gaffe e primati

Last Updated on 04/03/2024

In attesa della Notte degli Oscar, la cui 96esima edizione si terrà il 10 marzo 2024, Babbel ha realizzato un viaggio a ritroso nel tempo selezionando alcuni dei momenti più memorabili delle cerimonie di premiazione

In attesa della Notte degli Oscar, la cui 96esima edizione si terrà il 10 marzo 2024, Babbel, piattaforma per l’apprendimento delle lingue che offre lezioni su app e live, ha realizzato un viaggio a ritroso nel tempo selezionando alcuni dei momenti più memorabili delle cerimonie di premiazione.

La La Land e la busta sbagliata

Nel 2017 si è assistito ad una delle più grandi gaffe della storia del cinema. A causa della consegna di una busta sbagliata, l’attore Warren Beatty ha proclamato come vincitore del premio “miglior film” il musical “La La Land”, mentre avrebbe dovuto vincere il film indipendente “Moonlight”. L’errore è stato subito corretto dal vivo, anche se l’episodio verrà sempre ricordato per il clamoroso colpo di scena.

Il gesto inaspettato di Will Smith

Dal 2022 e per i prossimi 10 anni Will Smith non è più autorizzato a partecipare a nessun evento dell’Academy. Il motivo è stato un gesto del tutto inaspettato: mentre l’attore e comico Chris Rock stava facendo una battuta infelice sulla moglie dell’attore Jada Pinkett Smith, Will Smith si è alzato per colpire il presentatore sul volto. Premiato poco dopo come “miglior attore protagonista” per il film “King Richard”, si è scusato in lacrime con i colleghi e l’Academy.

Parasite e il record sudcoreano

Nel 2020, per la prima volta nella storia della cerimonia degli Oscar, è stato candidato un film sudcoreano, “Parasite”. Non solo: ad oggi è l’unico film ad aver vinto sia il premio più ambito della serata, “miglior film” sia il premio “miglior film in lingua straniera”. Il lungometraggio sudcoreano ha inoltre conquistato altre due statuette: “miglior sceneggiatura originale” e “miglior regista” a Bong Joon-ho.

Il discorso di Christopher Reeve

Nel 1996 l’attore Christopher Reeve, diventato famoso per il ruolo di Superman, fece la sua prima apparizione pubblica dopo essere rimasto paralizzato a seguito di un’incidente a cavallo. Per l’occasione, l’attore fece uno dei discorsi più commoventi della storia degli Oscar. Ha ricordato che il cinema deve sempre andare oltre il mero intrattenimento, perché è uno strumento con il potere di accendere i riflettori su tematiche sociali importanti. Per il coraggio dimostrato ricevette una lunga e sentita standing ovation.

Roberto Benigni e i salti di gioia

Nel 1999 il film “La vita è bella” vinse ben tre statuette, tra cui “miglior film straniero”. Nel momento in cui fu proclamata la vittoria della pellicola, Roberto Benigni regalò uno dei momenti più memorabili di sempre. Dopo l’urlo di Sophia Loren “And the winner is…Roberto!”, l’attore infatti iniziò a saltare sulle poltrone dalla gioia per raggiungere il palco. Qui abbracciò Sophia Loren e nel suo discorso di ringraziamento menzionò persino alcuni versi del poeta Dante.

I ringraziamenti più lunghi e più corti della storia

Nel 1943 Greer Garson passò alla storia non solo per aver vinto il premio “migliore attrice protagonista” per la pellicola “La signora Miniver”, ma anche per la lunghezza del discorso di ringraziamento, dato che l’attrice parlò per più di 5 minuti. Non è dunque un caso che dopo l’episodio, l’Academy decise di introdurre un limite di 45 secondi ai discorsi sul palco. E i ringraziamenti più corti? Nel 1968 Alfred Hitchcock ritirò sul palco il premio alla memoria del produttore “Irving G. Thalberg” e si limitò ad un veloce “Thank you”.

Marlon Brando rifiuta il premio

Nel 1973 Marlon Brando vinse la statuetta per “miglior attore protagonista” per il kolossal “Il Padrino”, ma fu il primo attore a rifiutare il premio. Non si presentò alla cerimonia, ma delegò al ritiro l’attivista nativa americana Sacheen Littlefeather, che rifiutò a nome dell’attore il premio specificando che Marlon Brando non condivideva il trattamento riservato dall’industria cinematografica alle comunità native americane.

I premi al femminile

Il percorso per vincere una statuetta è stato molto più complesso e pieno di ostacoli per le donne nell’industria cinematografica, in tutti i ruoli. Tuttavia, alcune di loro sono riuscite comunque a segnare la storia degli Oscar con le loro vittorie e i riconoscimenti ricevuti, sebbene la strada per i pari diritti in questo settore sia ancora lunga. Alcuni esempi: nel 2002 il premio come “migliore attrice” fu consegnato ad Halle Berry per il film “Monster’s Ball” che l’ha resa la prima donna nera a vincere nella categoria; nel 2010 Kathryn Bigelow è passata alla storia come la prima donna a vincere il premio “migliore regista” per il film “The Hurt Locker” e solo l’anno scorso Michelle Yeoh ha vinto il premio Oscar per “migliore attrice” nel film “Everything everywhere all at once” diventando la prima attrice asiatica ad ottenere la tanto ambita statuetta.   

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