Ven. Apr 3rd, 2026

Addio ad Arnaldo Pomodoro, l’artista che ha scolpito il tempo: le sue opere più belle

Addio ad Arnaldo Pomodoro, l’artista che ha scolpito il tempo: le sue opere più belle
Addio ad Arnaldo Pomodoro, l’artista che ha scolpito il tempo: le sue opere più belle

Il grande scultore Arnaldo Pomodoro si è spento a 98 anni. Le sue Sfere, scolpite nel bronzo e nel pensiero, hanno segnato città e coscienze

Arnaldo Pomodoro si è spento a Milano il 22 giugno, un giorno prima di compiere 99 anni (era nato il 23 giugno 1926). La sua morte chiude un capitolo monumentale dell’arte contemporanea italiana, ma le sue opere continuano a vivere come architetture eterne della memoria. Nato nel 1926, Pomodoro ha attraversato guerre, rivoluzioni culturali e trasformazioni sociali. Sempre fedele a una visione: scolpire il tempo, aprirlo, mostrarne i meccanismi nascosti. In ogni sua scultura c’era una tensione tra forma perfetta e ferita interiore. La sua arte non è mai stata decorativa, ma rivelatrice. Ogni spaccatura, ogni vuoto era un pensiero.

Le Sfere che raccontano il mondo

L’opera che ha reso Pomodoro immortale è la Sfera con sfera, una delle icone artistiche più riconoscibili del Novecento. Il bronzo lucido, levigato fino alla perfezione, si apre come una ferita meccanica. All’interno, ingranaggi, vuoti e pieni raccontano l’anatomia invisibile del mondo. Questa scultura ha fatto il giro del pianeta: si trova davanti alla sede delle Nazioni Unite a New York, ai Musei Vaticani, alla Farnesina, all’Università di Berkeley. Ovunque venga collocata, cambia il paesaggio. Non solo per la sua forma, ma per ciò che costringe a vedere. A Pesaro, città a lui cara, la Sfera Grande si affaccia sull’Adriatico. Sembra un sole alieno o un pianeta spezzato. Ma è anche un cuore di metallo che pulsa in riva al mare.

Milano, il cuore dell’eredità

Nella sua città d’adozione, Milano, Pomodoro ha lasciato opere che parlano ancora. Il Disco in forma di rosa del deserto, in Piazza Meda, si impone come una reliquia postmoderna. Tra luci e riflessi, rivela quanto la scultura possa dialogare con l’architettura e la vita urbana. Lì, nella sua casa-studio oggi trasformata in fondazione, resta custodita la sua ultima opera: il sipario in bronzo per il Teatro dell’Arte della Triennale. Un addio elegante, quasi profetico, al mondo del visibile.

Un’eredità scolpita nella materia

Con la morte di Pomodoro si chiude una delle stagioni più fertili dell’arte italiana. Ma le sue opere continuano a vivere, mute e presenti, come oracoli di metallo. Non gridano, ma resistono. Non raccontano, ma fanno pensare. In un tempo che consuma ogni cosa, Pomodoro ha lasciato opere che restano. E che, forse, ci aiutano ancora a vedere dentro il mondo.

Appassionati di arte, teatro, cinema, libri, spettacolo e cultura? Seguite le nostre pagine FacebookTwitterGoogle News e iscriviti alla nostra newsletter

Related Post

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Scopri di più da Uozzart

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere