Tra il 1969 e il 1971, Dino Buzzati progettò una graphic novel ispirata a Max Ernst e Giorgio de Chirico. Il progetto si interruppe a metà

Dino Buzzati fu uno dei primi scrittori italiani a usare il fumetto come mezzo narrativo serio. Dopo Poema a fumetti, lavorò a un progetto più visionario: una graphic novel intitolata L’Assenza, ambientata in una città onirica popolata da figure senza volto.
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Pittura da leggere
Le tavole, a inchiostro e china, si ispiravano a De Chirico: piazze vuote, ombre allungate, arcate. Ma anche all’assurdo dei collage di Ernst. La trama era quasi inesistente: un personaggio cercava un luogo, ma trovava solo copie. Un racconto sullo smarrimento.
Interrotta per malattia
Nel 1971, Buzzati interruppe il progetto per motivi di salute. Le 23 tavole realizzate furono donate a un amico e custodite fino al 2006. Solo 12 sono state pubblicate in un catalogo. Il resto rimane inedito.
Un capolavoro non finito
L’Assenza è forse il tentativo più ambizioso di Buzzati nel fumetto. Ma la sua forza sta anche in ciò che manca. Un’opera che parla della perdita – e che si è persa.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

