Last Updated on 20/10/2025
Un breve testo inedito scritto da Elsa Morante nel 1972 per accompagnare un’opera combustibile di Alberto Burri. Rimasto nei cassetti fino ad oggi

Elsa Morante e Alberto Burri si conobbero alla fine degli anni ’60, a Roma. Si stimavano molto, pur restando distanti nei mezzi espressivi. In una mostra del 1972 a Palazzo Venezia, Burri espose una grande tela bruciata e chiese a Morante un testo per il catalogo.
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Prosa come materia
Il risultato fu Scintilla nera, un racconto breve, teso, privo di nomi e ambientazioni. Parla di un oggetto che brucia lentamente e che, nel bruciare, rivela una figura umana. È scritto come se fosse un quadro. Non una descrizione, ma una combustione verbale.
Mai pubblicato
La Morante scelse di non inserire il testo in nessuna raccolta. Lo considerava “un esercizio di forma” e ne parlò poco. Il catalogo originale ebbe una tiratura minima. Il racconto è oggi custodito alla Biblioteca Nazionale di Roma.
Un fuoco che scrive
Scintilla nera è l’unico testo morantiano ispirato direttamente all’arte visiva. Un fuoco scritto, che si spegne senza dire troppo. E che forse, proprio per questo, dice moltissimo.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

