Nel nuovo romanzo edito da Mondadori, Roberta Damiata rilegge la leggenda salgariana con uno sguardo contemporaneo, trasformando l’incontro tra Sandokan e Marianna in un racconto sensoriale…

Con La tigre e la perla, Roberta Damiata firma un’operazione affascinante: riportare Sandokan e Marianna in una dimensione moderna, emozionale, dove il mito salgariano incontra la sensibilità del romance contemporaneo. Il romanzo non riscrive Salgari, ma lo rilegge, ne assorbe l’immaginario e lo trasforma in una storia che parla soprattutto di identità, destino e desiderio di libertà.
Roberta Damiata costruisce un mondo che vive di contrasti
Il punto di forza sta nell’atmosfera. Damiata costruisce un mondo che vive di contrasti: la Napoli borbonica, con i suoi vicoli brulicanti e le sue regole soffocanti; il Borneo colonizzato, attraversato da foreste fiabesche e da un’umanità segnata dalla violenza dell’impero; i porti in cui culture, lingue e morali si scontrano. A fare da collante è una scrittura intensamente sensoriale, che predilige immagini, profumi, colori, dettagli quasi cinematografici.
Sandokan non è ancora il celebre pirata, ma un ragazzo alla ricerca della sua verità
I personaggi si muovono in un equilibrio ben calibrato tra fedeltà allo spirito originale e piena autonomia narrativa. Marianna non è più soltanto la Perla di Labuan, ma una giovane donna in cerca di spazio nel mondo. Sandokan non è ancora il celebre pirata, ma un ragazzo alla ricerca della sua verità. E nel mezzo, la figura di Yanez si conferma un’irresistibile forza destabilizzante, qui tratteggiata con un’ironia e un ritmo che strizzano l’occhio al romanzo d’avventura classico.
Il libro funziona soprattutto quando abbraccia il respiro epico
Il libro funziona soprattutto quando abbraccia il respiro epico, evocando profezie, simboli ancestrali, richiami mitici e un senso di destino che attraversa le pagine come una corrente sotterranea. La scelta di lavorare sulla dimensione sentimentale non snatura l’immaginario salgariano: al contrario, lo illumina da una nuova angolatura, trasformando ciò che era sottinteso in un motore narrativo esplicito.
Damiata privilegia l’emozione alla cronaca, la suggestione al realismo
Damiata privilegia l’emozione alla cronaca, la suggestione al realismo: una scelta che può spiazzare i puristi, ma che permette alla storia di parlare a un pubblico più ampio. Ne risulta un romanzo scorrevole, ricco di atmosfera, capace di fondere romanticismo, esotismo e avventura con una sensibilità decisamente contemporanea.
La tigre e la perla è, in definitiva, un omaggio rispettoso e audace: un ponte tra tradizione e reinvenzione, che restituisce a Sandokan e Marianna non la loro storia “giusta”, ma una storia possibile, capace di farli risplendere ancora.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.
