Al Macro un cartellone che fonde arti visive, cinema e riflessione urbana per raccontare la vitalità contemporanea della Capitale

L’11 dicembre 2025 il MACRO di Roma inaugura una nuova stagione sotto la direzione artistica di Cristiana Perrella. L’obiettivo è rafforzare il legame tra il museo e la città, trasformandolo in un “museo-cittadino” che diventa parte integrante del tessuto urbano e della vita quotidiana di Roma.
Un palinsesto integrato tra arte, cinema e riflessione sociale
Il MACRO presenta un ampio programma che comprende mostre collettive e individuali, eventi cinematografici e performance. Tra le esposizioni principali figura UNAROMA, una collettiva che raccoglie il lavoro di oltre 40 artisti contemporanei, offrendo un ritratto della scena creativa romana. Il percorso espositivo è pensato come un flusso continuo che attraversa e rappresenta la città e le sue molteplici espressioni artistiche.
Un’altra mostra rilevante è One Day You’ll Understand. 25 anni da Dissonanze, che celebra l’eredità del festival Dissonanze, uno degli appuntamenti più significativi nella scena musicale e culturale romana tra il 2000 e il 2010. L’esposizione esplorerà l’impatto del festival sulla musica elettronica e sulle arti visive, attraverso materiali d’archivio.
Jonathas de Andrade presenta Sorelle senza nome, un video inedito che esplora temi sociali e identitari, commissionato dal museo per l’occasione. A completare il programma, la mostra Abitare le rovine del presente, curata da Giulia Fiocca e Lorenzo Romito, che riflette sulle politiche di social housing a Roma e sulle sfide delle trasformazioni urbane.
Un museo pensato come spazio urbano e comunitario
Oltre alle mostre, il MACRO implementa una serie di nuove funzionalità. La struttura offrirà spazi multifunzionali come la project room, una sala cinema, una biblioteca e aule studio, con l’intento di renderlo un centro di produzione culturale e un luogo di incontro per la comunità.
Uno sguardo critico e rigenerativo sulla Capitale
La stagione 2025-2026 si configura come un omaggio alla “Città Eterna”, non solo celebrando la sua storia e cultura, ma riflettendo anche sulle sue trasformazioni moderne. Il MACRO si propone come un punto di riferimento per il dialogo tra arte, politica e società, affrontando temi rilevanti per il presente e il futuro di Roma.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.
