Emergenza cultura a Roma: Teatro dell’Opera, Valle, Eliseo, Cinema America e Macro: chi si salva e chi no

TEATRO VALLE – Scade oggi la deadline che l’assessore alla Cultura di Roma Capitale, Giovanna Marinelli, ha imposto agli occupanti della struttura culturale a due passi da Piazza Navona. Nei piani dell’amministrazione capitolina la struttura dovrà passare nel più breve tempo possibile alla Soprintendenza nazionale “per i necessari improcrastinabili lavori di messa a norma” e poi finire sotto la gestione del Teatro di Roma “a garanzia della gestione pubblica sventando ogni ipotesi di privatizzazione”.

“Siamo disponibili ad accettare i termini della proposta avanzata dal Teatro di Roma. Siamo disponibili a indicare la data della nostra uscita dal Teatro Valle per il 10 agosto – ‘La notte dei desideri’ – affinché si abbia il tempo per una serie di incontri con l’assessorato e il Teatro di Roma per definire la convenzione che ci è stata indicata”. E’ questa la risposta degli attivisti del Teatro Valle. Intanto la Corte dei Conti ha chiesto un’audizione al sindaco Marino dando seguito all’indagine sulla valutazione di un possibile danno erariale. Nei tre anni di occupazione infatti il Campidoglio ha continuato a pagare le utenze della struttura. E il primo cittadino si difende con un “no comment”.

Teatro Valle - Foto Agenzia Dire

Teatro Valle – Foto Agenzia Dire

TEATRO DELL’OPERA – Con un buco da quasi 13 milioni di euro, la denuncia di “assunzioni sospette fatte nonostante il dissesto finanziario” e la costante minaccia di nuovi scioperi, il Teatro dell’Opera non chiuderà i battenti. E il rischio “liquidazione” per il Teatro dell’Opera sembra svanire.  Il 28 luglio, infatti, all’assessorato alla Cultura si è svolto un vertice tra l’assessore, Giovanna Marinelli, il sovrintendente Carlo Fuortes, e Cgil, Cisl, Uil e Fials. Le prime tre firme sindacali hanno sottoscritto l’accordo con Comune e Fondazione: scongiurato il rischio di liquidazione, come conferma con un “penso proprio di sì” Marinelli. Che su Twitter ha postato: “Ha vinto la musica. Ha vinto la città. Continua il lavoro per il rilancio dell’ @OperaRoma, ricchezza del Paese. Grazie all’impegno di tutti”.

“Cgil, Cisl e Uil hanno firmato l’accordo. La sola Fials si è riservata una risposta. A questo punto c’è una grande maggioranza di lavoratori che condivide il piano. Seguirà un referendum dei lavoratori – ha dichiarato l’assessore alla Cultura, Giovanna Marinelli – La situazione era molto delicata e i tempi molto stretti. Oggi è stato un confronto molto lungo e intenso con un interesse da parte di tutti affinché l’Opera continui il suo percorso di risanamento”. Qui il post precedente.

Teatro dell'Opera

Teatro dell’Opera

TEATRO ELISEO – Rimane appesa a un filo anche la situazione del Teatro Eliseo di via Nazionale. La struttura infatti è sotto sfratto. Proprio ieri lavoratori e attivisti del settore hanno aspettato l’arrivo dell’ufficiale giudiziario esponendo lo striscione: “La cultura non si sfratta per interessi privati”. Nel corso della protesta però dalla dirigenza del Teatro è arrivata la notizia di un rinvio al 16 settembre. Qui il post precedente.

Teatro Eliseo 3

CINEMA AMERICA – Il ministero dei Beni Culturali ha avviato la procedura per apporre il vincolo alla destinazione a cinema della sala America, in via Natale del Grande, a Trastevere, e per vincolare anche i mosaici all’interno della struttura. Lo ha fatto sapere il ministro Dario Franceschini che ha visitato il cinema America e ha incontrato l’associazione di occupanti che da oltre un anno gestisce attività culturali all’interno dello spazio. “I sopralluoghi hanno dato esito positivo, il valore artistico dei mosaici è stato riconosciuto e questo farà scattare il vincolo su di essi e il conseguente vincolo sulla destinazione d’uso dello spazio che, quindi, dovrà restare un cinema. La procedura è avviata ci vorrà qualche tempo ma non ho dubbi sull’esito”. Franceschini ha tenuto ad aggiungere che “una buona notizia per l’America viene anche dall’approvazione del dl Art Bonus: nel decreto si offre il 30% di credito d’imposta per il recupero di cinema che fossero in attività alla data dell’1 gennaio 1990. Se vorrà la proprietà potrà profittare di questa opportunità”.

Cinema America

Cinema America

MUSEO MACRO – Ancora poche certezze per il Museo Macro di Roma: pare che il Comune di Roma quest’anno non abbia stanziato finanziamenti, contro i 305mila€ erogati nel 2013, e che anche lo sponsor Enel abbia rinunciato al sostentamento e abbia chiesto di eliminare ogni riferimento all’azienda. Nonostante la scarsità di fondi, il museo romano del quartiere Testaccio, non ha mancato di dare vita ad un ricco programma espositivo. Nel 2014 sono state infatti organizzate 10 mostre con una spesa di 58mila euro, contro i 283mila euro investiti l’anno scorso nelle 18 esposizioni allestite. Qui il post precedente.

Museo Macro - Roma

Museo Macro – Roma

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