Sergio Staino: in arrivo una mostra sui suoi “acquarelli digitali”

“Bobo è maturato dentro di me senza che me ne accorgessi: è nato in un giorno, il 10 ottobre del 1979. Ma inizialmente non sapevo che personaggio creare: avevo pensato anche ad un animale e ad uno psicanalista. Poi ho avuto un’illuminazione, e ho scelto di raccontarmi, con le frustrazioni e i miei casini. Bobo nasce come autocaricatura, e non ha subìto grandi cambiamenti nel tempo. Anche gli altri personaggi sono reali: i figli, la moglie e gli amici hanno la loro controparte nella vita reale. Solo Erna è leggermente diversa”.

Sono le parole di Sergio Staino, ospite del festival di Capalbio Libri, il piacere di leggere in piazza. Il festival, ideato da Andrea Zagami, con la direzione editoriale di Denise Pardo, organizzato dall’agenzia di comunicazione integrata Zigzag in collaborazione con il Comune di Capalbio, si svolge come da tradizione in Piazza Magenta, il cuore del borgo medievale di Capalbio (Gr).

In occasione della presentazione del libro Alla ricerca della pecora Fassina – Giunti, sono saliti sul palco rosso di Piazza Magenta anche l’ex ministro Massimo Bray, il vicedirettore de l’Espresso Marco Damilano e la giornalista de L’Espresso Denise Pardo. Il dibattito ha compreso le letture di alcuni brani del libro, interpretati da Irene Grazioli Fabiani. La guida della serata è stata affidata a Marta Mondelli.

“Finché riesco a raccontare la realtà, Bobo ci sarà. Finché c’è gente che segue un personaggio, quello deve vivere. Al momento mi sto dedicando anche ad una nuova tecnica: una sorta di pitture ad acquarello, ma in digitale, fatte al computer. Ne sto realizzando alcune anche per Eataly, e a breve le esporrò in alcune mostre: disegni in parte a china a parte al computer, con scansioni di acquerelli fatti da me e altri digitali. Poi li mischio insieme, e li stampo in grandi formati. Un terreno, quello digitale, tutto da scoprire”.

Nel futuro di Sergio Staino, anche un altro progetto editoriale: “A breve anche un libro con Chicco testa “Troppo facile dire no”: due teste a confronto, la mia più ecologica, la sua più industrialista. Ho dovuto mettere da parte il cinema e il teatro per la mia cecità, al momento riesco a portare avanti solo le mie strisce, perché le faccio al computer”.

Il suo commento sulla candidatura di Staino alla direzione de L’Unità: “La proprietà  mi ha proposto, ma credo ci sia stata l’opposizione di Renzi. Di fatto sembrava un sì, mi ha chiesto anche se volessi un condirettore, ma credo qualcosa sia andato storto. Io questo giornale lo facevo per il partito, per ricucire persone perse per strada: se al partito non importa niente, anche il giornale perde senso”.

Infine una curiosità sulla storia che non è mai riuscito a raccontare nelle strisce di Bobo: “La storia che non sono riuscito a rendere fumetto è la storia dell’amore con la mia compagna. Ci ho pensato tante volte, l’ho raccontata parlando, ma mai a fumetti”.

 

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