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Fuorigioco – The Pass al Piccolo Eliseo: la recensione

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Sino a domenica 17 febbraio, presso il Teatro Piccolo Eliseo, si parla di calcio e omosessualità, di sesso e di “ricchezza”. Ma qui il non detto conta molto più dell’evidenza

Una storia forte, personaggi ambigui, argomentazioni mai scontate. Fuorigioco – The Pass, di John Donnelly, non è uno spettacolo semplice. Perché parla di tutto ciò che è tabù, e demolisce, senza inutili moralismi, stereotipi e tesi del nostro oggi. Sino a domenica 17 febbraio, presso il Teatro Piccolo Eliseo, si parla di calcio e omosessualità, di sesso e di “ricchezze”. Qui il non detto conta molto più dell’evidenza. E il silenzio è più assordante del più aspro dei confronti.

FUORIGIOCO Edoardo Purgatori
Edoardo Purgatori

La trama di Fuorigioco – The Pass

In una camera d’albergo di Bucarest, nel lontano 2006, i diciannovenni Cristian (Edoardo Purgatori) e Ade (Miguel Gobbo Diaz) sono eccitati per il debutto in prima squadra – una partita di Champions League – del giorno dopo. I due si allenano con la Primavera di una famosa squadra di calcio di Roma da quando avevano otto anni, e ora sono in competizione per lo stesso ruolo. Si allenano, combattono, ridono, parlano di ragazze. Sanno che domani per uno dei due sarà, forse, la fine del sogno. Poi, quasi improvvisamente, Cristian bacia Ade…

Cinque anni dopo, in una stanza d’albergo a Barcellona, Cristian è in una costosa suite con Linda (Giorgia Salari), una lap-dancer. Ormai è uno dei calciatori più ricchi al mondo. La borsa di Linda è dotata di una videocamera nascosta. Per scoperchiare i segreti della sua vita. Per metterlo in difficoltà davanti a moglie e figli. O almeno così sembra. Ci vorrà un po’ per scoprire la verità. E quale segreto nasconde il loro incontro…

Un altro salto temporale. Cinque anni dopo, in una camera d’albergo a Milano. Cristian ora ha ventinove anni, un divorzio alle spalle e un ginocchio in via di riabilitazione. Invita Ade, divenuto idraulico e dichiaratamente gay, che non vede da dodici anni. Dice che è per questioni di lavoro. Vogliono ricreare il clima di goliardia di allora, e fanno uso di alcol e droghe. A cui si unirà, ma solo per un po’, anche Enrico (Gianluca Macrì), un giovane cameriere. Ma la resa dei conti tra i due, professionale e sentimentale, è vicina.

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Dal testo di di John Donnelly è stato tratto anche un film. Questo il trailer…

Il nostro commento

Dodici anni di vita per i due protagonisti. Cristian ha ottenuto il suo successo, ma l’ha pagato caro. Ade ha abbandonato il suo sogno, ma vive una vita trasparente e dignitosa. E, soprattutto, senza maschere. L’alba e il tramonto, la grinta e l’abbandono, il sesso e la sua negazione: in questa commedia/dramma dei contrasti gli ingredienti “amari” ci sono tutti. E se si pensa che tutto è come appare, ci si sbaglia di grosso. Perché ciò che si nasconde è più forte di ciò che appare. E una sola parola può distruggere anni di bugie.

Al di là di qualche scena di nudo, quello che rende lo spettacolo davvero forte è il dramma del protagonista, ben interpretato da Edoardo Purgatori, che trova nell’epilogo il momento più alto della sua interpretazione. Comunque sempre intensa, borderline, impattante. Giorgia Salari dona leggerezza e comicità, e lo fa con passione, attenzione, un’ottima mimica e una sagace precisione nei tempi e toni comici. Bravi anche Miguel Gobbo Diaz e Gianluca Macrì, che donano allo spettacolo sorrisi e tensioni, senza mai esagerare. La regia di Maurizio Mario Pepe è risultata rispettosa e attenta, tra pause e non detti, conflitti e confronti.

Ricapitolando

Fuorigioco – The Pass – Sino a domenica 17 febbraio. Orario spettacoli: da martedì a sabato ore 20.00. Domenica ore 17.00. Prezzo 20 €. Le attività educative sono svolte in collaborazione con Amnesty International. Lo spettacolo è patrocinato da Coni. Produzione Khora.Teatro in collaborazione con “La forma dell’acqua”.

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