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Roberto Corradi: “Mi affascina tutto ciò che esiste, il fantasy mi annoia”

Last Updated on 21/01/2020

Roberto Corradi, regista del corto “Frigobar”, è uno dei vincitori del Digital Media Fest, il festival sui prodotti audiovisivi webnativi. L’abbiamo intervistato per porgli cinque domande…

E’ uno dei vincitori del Digital Media Fest, il festival sui prodotti audiovisivi webnativi, nonché autore, per tv e radio, e scrittore. E attore, ovviamente. Roberto Corradi, regista del corto “Frigobar”, premiato nella sezione Best Vertical Video, organizzato e ideato da Janet De Nardis, si è prestato a raccontarci com’è nata la sua “creatura” che ha conquistato giuria e spettatori. E ci ha spiegato da cosa si lascia ispirare per commentare e raccontare, tra videocamere e microfoni, la (sua) realtà.

Cinque domande all’attore e regista, scrittore e autore Roberto Corradi

Il tema è caldo, ed è stato affrontato con ironia e, al contempo, tatto: hai avuto esperienze analoghe?

Più che altro, ne sono stato uno spettatore. Mi è capitato tante volte di ritrovare amici che ricordavo onnivori insaziabili trasformati in profeti incorruttibili di filosofie alimentari illuminate dall’alto delle quali giudicavano con severità tutti i non adepti. Puntualmente i mandanti erano le compagne. E questo un po’ racconta, generalizzando anche pericolosamente, come a volte sono gli uomini e come a volte sono le donne, in una coppia.

Per i testi da chi, o cosa, ti fai ispirare?

Da tutto quello che esiste. L’altro giorno salutavo un amico alla fermata della metro. Per tutto il tempo, dietro di lui, ho notato un tipo che aspettava qualcosa o qualcuno mentre interrogava continuamente l’orologio. Chissà chi era, che storia si portava appresso. Mi affascina quello che esiste, la fantascienza mi lascia per lo più indifferente.

Una domanda innanzitutto tecnica: come scegli la grafica delle tue clip?

Forse un po’ fumettisticamente. Sono un lettore irriducibile di Topolino dal 1979. Il tratto arrotondato dei suoi artisti migliori, come Cavazzano, mi sa che entra in ogni grafica che io immagini. Anche senza la mia consapevolezza.

La durata del video è stata scelta prima o dopo la produzione degli stessi?

E’ stata scelta prima. Il corto è una puntata zero di una serie. L’idea era presentare i personaggi e rendere il clima. I “quasi” dieci minuti mi sono sembrati il taglio giusto, il testo l’ho scritto pensando di raggiungere quella durata, grosso modo, con la prospettiva poi di scendere a cinque minuti per le puntate seguenti. Ma chissà che non manteniamo questa lunghezza anche per il resto della serie.

Tagli ed errori: cosa è stato scartato da quello che è il risultato finale?

I ciak di prova. Nessuno ha provato nulla, quindi ci siamo trovati direttamente sul set a prendere le misure tra di noi e soprattutto con la scenografia, il frigorifero rosso. Poi, ovviamente, i professionisti rodati hanno trovato subito il passo, gli esordienti ci hanno messo un po’ di più. Ma è nelle cose e va bene così perché, citando la fine di un film di Don Camillo, “se l’amico si attarda, l’altro lo aspetta”.

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