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Siegfried Kracauer, Gli impiegati – La recensione del libro

Last Updated on 23/03/2020

Torna in libreria per i tipi di Meltemi un piccolo gioiello della sociologia del Novecento, Gli impiegati di Sigfried Kracauer.

Torna in libreria per i tipi di Meltemi un piccolo gioiello della sociologia del Novecento, Gli impiegati di Sigfried Kracauer. Lo scritto del 1930 aveva avuto una prima edizione italiana nel 1980. Gli mpiegati della Germania della Repubblica di Weimar sono oggetto d’attenzione di Kracauer, e in particolare quelli di Berlino. La letteratura, già all’epoca, ci aveva fornito numerosi ritratti di questa categoria sociale; ma per il sociologo non basta, ci vuole uno studio di tipo diverso. “Ogni giorno centinaia di migliaia di impiegati popolano le strade di Berlino, eppure la loro vita è più sconosciuta di quella delle tribù primitive di cui gli impiegati ammirano i costumi al cinematografo”.

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Gli impiegati e la metropoli

Capire gli impiegati per Kracauer è la base per comprendere la civiltà moderna, per comprendere il capitalismo e per comprendere la vita della metropoli. In particolare Berlino, quella città che di lì a pochissimo (siamo nel 1930) diventerà teatro di spettacoli ben più spaventosi. Però è assodato che gli impiegati siano il frutto e il risultato della grande città, ancor più del proletariato industriale. Come si legge nel libro: “le nostre grandi città tedesche non sono città industriali, ma città di impiegati privati e pubblici. Se c’è una città per cui quest’affermazione è vera, questa città è Berlino”.

Un mosaico sociale

Nel suo libro Siegfried Kracauer va oltre il reportage, costruisce un mosaico di situazioni che diano una rappresentazione più ampia del fenomeno. Lo sguardo di Kracauer coglie alcuni aspetti che sono validi ancora oggi: in primo luogo la condizione estetica della categoria. Nonostante la crisi, nella Berlino degli anni Trenta (ma la situazione ci è familiare), gli impiegati, ormai “proletarizzati” dall’impoverimento generale, fanno sopravvivere un’immagine di sé che guarda alle classi più elevate. Come è stato scritto: “Malgrado lo stipendio da fame, il lavoro alla catena, l’incertezza estrema dell’esi¬stenza, l’angoscia dell’età, lo sbarramento dei ceti ‘superiori’, in breve la proletarizzazione de facto, essi si sentono ancora la parte mediana della borghesia”.

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Oltre le statistiche

Siegfried Kracauer non si accontenta di fornire dati, statistiche o numeri su una classe sociale in ascesa (eppure già in pienissima crisi). Il sociologo fa parlare i protagonisti, descrive gli ambienti di lavoro, rappresenta situazioni tipiche. Il suo sguardo, insomma, tende a fornire un’idea d’insieme, a penetrare la psicologia collettiva al di là della statistica. Proprio per questo la lettura è gustosissima ancora oggi; un coro di voci che raccontano storie, una piccola antologia del “pensieri impiegatesco” che rende viva e vivida la trattazione dell’argomento.

Impiegati, da Weimar a oggi

Quella di Kracauer è dunque una storia per “immagini”, un mosaico, come afferma lo studioso che va oltre la freddezza di certe analisi sociologiche. È in un certo senso anche una storia per “immagini” di un mondo in cui è fondamentale l’apparenza; e non è un caso che Kracauer sia anche l’autore di Da Caligari a Hitler, una storia “psicologica” della repubblica di Weimar attraverso la sua cinematografia. Questa radiografia, spesso impietosa, della Germania degli anni Trenta, ad un passo dal baratro, offre numerosi spunti di riflessione “indiretta”; possono insomma essere proiettati in generale sulla civiltà occidentale dell’ultimo secolo almeno. Gli impiegati di Kracauer sono in sostanza gli stessi che animavano gli anni del boom economico del dopoguerra e oltre; e sono in sostanza anche quelli di oggi.

Scheda del libro

Titolo: Gli impiegati
Autore: Siegfried Kracauer
Editore: Meltemi
Anno: 2020
Pagine: 160
ISBN:  9788855191067
Prezzo: 14 euro.

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