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Un’estetica dei nuovi linguaggi audiovisivi: “Emozioni dell’intelligenza” di Pietro Montani

Il libro di Pietro Montani, edito da Meltemi, si interroga sulle nuove forme dell’audiovisivo che la rivoluzione digitale va elaborando nelle sue più recenti incarnazioni.

La rivoluzione tecnologica del web interattivo ha portato alla creazione di nuovi oggetti audiovisivi generati dagli ultimi sviluppi della comunicazione digitale (dal web 2.0 agli smartphone). Immagini, suoni e parole si intersecano in queste nuove “forme brevi” della comunicazione audiovisiva, oggetti tutt’altro che semplici da classificare, seppur a prima vista così “immediati”. Le storie di Instagram e degli altri social, e in generale le nuove forme dell’audiovisivo in formato smartphone, insomma, hanno molto da dirci su come il nostro rapporto col visuale sia mutato. Di questo, e di molto altro, si occupa Pietro Montani nel suo libro Emozioni dell’intelligenza, pubblicato da Meltemi.

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Estetica della brevità

Il libro elabora una vera e propria estetica della “brevità” e dei suoi effetti. Lo fa analizzando quel processo di “scrittura estesa” che sono i prodotti audiovisivi moderni; e analizza la capacità di queste forme di espressione visuale di produrre quella che l’autore chiama “emozione della forma”. Queste “forme brevi” di comunicazione, insomma, si caratterizzano per una fruizione non solo (o non più) semplicemente documentaria, ma vanno a toccare altre corde; quelle “emozioni dell’intelligenza” che danno il titolo al libro e che assolvono ad una funzione “catartica”, emozionale, e di conseguenza partecipativa. Da qui la loro valenza estetica, ma anche psicologica e soprattutto antropologica.

Nuovi audiovisivi “sperimentali”

Ancora una volta, insomma “il mezzo è il messaggio” (o potremmo dire: “il meme è il messaggio”); ma la comunicazione sembra aver fatto un passo avanti. La sincronicità dei linguaggi (testi, video, audio, grafica) che queste forme mettono in campo sono affatto inedite ed esprimono il potenziale di quella biblioteca infinita che è il web. L’autore indaga le origini di queste forme di comunicazione, e le rintraccia nel cinema (fonte principale, ma non unitaria); e lo fa andando a ripescare le teorie dei formalisti russi e di Eisenstein. Il cinema delle origini, insomma, quello che, prima del sonoro, si definisce principalmente come “forma di scrittura” per immagini, più che come tentativo di rappresentazione mimetica della realtà. E allora il nuovo audiovisivo torna ad avere quelle potenzialità sperimentali che il cinema “canonico” ha via via perso nel corso della sua storia.

Scrivere con le immagini

La mole di segni che la rete mette a disposizione, e la facilità di produrne nuovi apre le porte ad un nuovo modo di “scrivere” con le immagini, attraverso la rielaborazione, la riproduzione, e la ri-contestualizzazione, il riuso. E se il meme è figlio (illegittimo?) del détournement situazionista teorizzato da Debord, gli utilizzi di questa scrittura estesa vanno oltre la pura parodia; assumono infatti una forza che  i media tradizionali forse non hanno più (basti pensare a quanto in questi giorni vediamo e “sentiamo” riguardante il movimento Black Lives Matter, per capire il potenziale di questi nuovi modelli audiovisivi). Sono insomma forme “brevi” da cui ci si aspettano effetti emotivi duraturi.

Smartphone e nuovi linguaggi audiovisivi

Questi effetti sono ben spiegati da Montani analizzando il film Selfie di A. Ferrante (premiato agli ultimi David di Donatello come miglior documentario, ma la definizione forse gli sta stretta); un film in cui le dinamiche di “scrittura” degli smartphone si riallacciano, dice Montani, all’idea pasoliniana di cinema come “lingua scritta della realtà”. E questa, scrive l’autore, è “una forma di competenza acquisibile da chiunque decida di attivarla”; insomma tutti possiamo “scrivere per immagini’, e i risultati possono essere sorprendenti (il libro si apre con l’esempio del video di Feruza Aziz che ha “aggirato” la censura di TikTok). Prenez une caméra et descendez dans la rue, recitava uno slogan del maggio francese. Oggi più che mai il messaggio è valido e auspicabile, e basta uno smartphone.  

Scheda del libro

Titolo: Emozioni dell’intelligenza
Autore: Pietro Montani
Editore: Meltemi
Anno: 2020
Pagine: 151
ISBN:  9788855192569 
Prezzo: 15 euro.

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