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Il Settecento in pittura: François Boucher, una brillante carriera alla Corte di Francia

Incisore, disegnatore, pittore e autore di preziose suppellettili, François Boucher si fa largo per il suo poliedrico talento e per i suoi preziosi contatti a Versailles.

Incisore, disegnatore, pittore e autore di preziose suppellettili, Boucher si fa largo per il suo poliedrico talento e per i suoi preziosi contatti a Versailles.

Chi era François Boucher

François Boucher nasce a Parigi, il 29 settembre 1703. Suo padre Nicolas è un modesto pittore, incisore e disegnatore di ricami. Grazie a lui apprende le prime tecniche pittoriche e di stampa. Nel 1721 entra nello studio di François Lemoyne (1688-1737), “primo pittore del re” (all’epoca di Luigi XIV). L’apprendistato è incentrato su esempi della scuola veneziana dei Ricci, dei Pellegrini e della Carriera.

Successivamente, nell’atelier dell’affermato incisore Jean-François Cars (1661-1730) esegue decorazioni per carte intestate, la cui bellezza colpisce un altro noto incisore, Jean de Julienne. Con lui Boucher collaborerà per il progetto di stampa dei dipinti e dei disegni dell’appena scomparso Antoine Watteau. Il primo volume, Figures des différents caractères de paysage et d’etudes dessinées d’après nature par Antoine Watteau, esce nel 1726.
Nel 1723 risulta vincitore del Prix de Rome. Nell’Urbe è attratto in particolar modo da Correggio, dal Veronese, dal Guercino e dal Tiepolo. Nel  1731 è di nuovo a Parigi.  La protezione di Madame de Pompadour, sua allieva in disegno, e l’amicizia del marchese di Marigny, direttore del Bâtiments du Roi, gli consentono di divenire primo pittore del re . Gli viene inoltre affida la direzione della produzione degli arazzi di Beauvais.

A questo punto della sua esistenza la sua produzione vira su temi mitologici, con cui rappresenta la società parigina ruotante attorno a Luigi XV. Le figure sono eleganti e sensuali, dominate da cromie chiare che danno origine a scene luminose. In onore della Pompadour decora la cappella di Bellevue. Diviene inoltre uno dei più ricercati disegnatori di arazzi. Il suo studio è abitualmente frequentato da Fragonard e David. In questo periodo, il più fecondo della sua carriera, realizza una formidabile collezione di terrecotte, di porcellane giapponesi e vassoi. Muore a Parigi, il 30 Maggio 1770.

L’opera: il ritratto di Madame de Pompadour

F. Boucher Ritratto di Madame de Pompadour
F. Boucher Ritratto di Madame de Pompadour

Madame de Pompadour è un dipinto a olio su tela (91×68 cm), realizzato nel 1759 dal pittore francese François Boucher. L’effigiata, Madame de Pompadour, era la  favorita del re Luigi XV di Francia. La sua iconografia ricalca il gusto raffinatissimo dell’epoca, in linea con canoni di bellezza ed eleganza assoluti, a cui i ceti sociali più elevati continuamente e ossessivamente anelavano. L’abito della donna, di squisita fattura e qualità, è ricchissimo di decorazioni; esso risulta opulento ma al contempo leggero.

Si tratta di una tipica robe à la française di taffetà di seta, molto aderente nella parte superiore e aperta sul davanti. Sono visibili la gonna (jupe) e la pettorina (pièce à l’estomac), quest’ultima decorata da una cosiddetta echelle, cioè una “scala” di fiocchi disposti in ordine di grandezza l’uno sopra l’altro, i quali mettono in rilievo il seno, seducentemente sollevato e messo in forma di busto. Inoltre, degli engageantes (volant di pizzo cucito al tessuto) di finissimo merletto decorano la parte finale della manica.

“Madame de Pompadour esercitò la sua influenza sulla pittura, sull’ architettura, sulla musica e soprattutto sulla moda”

Madame de Pompadour è immortalata con un’aria colta e raffinata, come si addice alla vera prima donna della grande corte francese. Ella, col suo gusto sublime, esercitò infatti la sua influenza sulla pittura, sull’ architettura, sulla musica e soprattutto sulla moda. Decisivo fu il suo contributo per lo sviluppo dello stile Rococò e per il primato della Francia nello scacchiere socio-politico-economico dell’Europa dell’epoca. Il celebre ritratto qui riportato in foto è conservato alla Wallace Collection di Londra, ultimo di una serie di sette ritratti dedicati alla stessa dama. Esso venne esposto dapprima alla Reggia di Versailles, per poi passare al fratello di Madame de Pompadour.
L’elegante figura si erge davanti agli occhi dello spettatore; dietro di lei si nota una scultura che rappresenta l’amore e l’amicizia. Sulla panchina è seduto un cane di razza Papillon francese da compagnia, identificato come Inès. La sua presenza, come nella maggior parte dei ritratti femminili coevi, è da indentificarsi come simbolo di fedeltà coniugale.

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