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ICOM Italia: “Fondi statali escludono la maggior parte dei musei civici”

Il DM 297 del 26 giugno 2020, in corso di registrazione, destina ai musei non statali solo una parte dei 210 milioni previsti, una quota “nettamente inferiore alle aspettative”. Ed esclude dai benefici “la maggior parte dei musei civici, che non sono dotati né di personalità giuridica né di un bilancio autonomo”. L’appello di ICOM Italia…

Misure e fondi non sufficienti e, comunque, non ben distribuiti. L’appello, così da noi sintetizzato, viene lanciato da ICOM Italia, il principale network italiano di musei e professionisti museali. La rete, di fatto, storce il naso sul DM 297 del 26 giugno 2020, in corso di registrazione. Questo destina ai musei non statali solo una parte dei 210 milioni previsti dall’art. 183, comma 2, ma “nettamente inferiore alle aspettative”. Ed esclude dai benefici “la maggior parte dei musei civici, che non sono dotati né di personalità giuridica né di un bilancio autonomo”.

La lettera del Presidente di ICOM Italia, Adele Maresca Compagna

“Se tale decisione – dichiara il presidente Adele Maresca Compagnaera sollecitata dalla necessità di computare con certezza e attendibilità i mancati introiti rispetto all’anno precedente, in caso di musei gestiti direttamente dai Comuni si sarebbe potuto far riferimento al possesso di requisiti già previsti dai livelli minimi di qualità per l’accreditamento al Sistema Museale Nazionale (DM 113/2018) e in particolare a: 1) statuto/regolamento; 2) documento economico-finanziario con voci di entrata e di uscita (oppure esistenza nel bilancio comunale di uno specifico centro di costo); 3) direttore qualificato”.

Si potrebbe creare una notevole disparità di trattamento fra musei civici di analoga importanza ed efficienza, organizzati tuttavia con modalità diverse

Se il criterio adottato – prosegue Compagna – intendeva invece orientare i finanziamenti verso strutture effettivamente in grado di fornire un’offerta culturale di qualità e di svolgere un ruolo attivo nei rispettivi territori, si rileva che tale garanzia non deriva necessariamente dalla forma attuale di gestione (fondazione, istituzione o “museo-ufficio”) e che l’attuazione del decreto 297, se l’autonomia organizzativa fosse interpretata in maniera restrittiva, potrebbe creare una notevole disparità di trattamento fra musei civici di analoga importanza ed efficienza, organizzati tuttavia con modalità diverse (si pensi, per citare solo quelli delle grandi città, ai musei di Torino, Milano, Venezia, Firenze, Roma).

ICOM Italia auspica che “ulteriori finanziamenti statali, regionali, comunali siano destinati non solo ai grandi attrattori, ma al rafforzamento delle reti territoriali e allo sviluppo del Sistema Museale Nazionale, promuovendo un innalzamento progressivo della qualità progettuale e dei servizi ai cittadini, attraverso l’impiego di professionisti competenti e aperti al cambiamento”.

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