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La basilica di Santa Maria sopra Minerva e quel meraviglioso Cristo di Michelangelo

Last Updated on 13/01/2021

Fondata nel secolo VII sopra i resti di un tempio, probabilmente dedicato a Minerva Calcidica, la Basilica di Santa Maria sopra Minerva fu riedificata in forme gotiche nel XIII secolo. Nel suo presbiterio è posta la statua di Cristo risorto, opera di Michelangelo Buonarrotti

La basilica di Santa Maria sopra Minerva è uno dei piccoli tesori nascosti di Roma. Si tratta di una basilica minore di Roma situata nel rione Pigna, in piazza della Minerva. Poco distante dal Pantheon. Nonché uno dei pochissimi esempi di architettura gotica a Roma. Qui sono sepolti anche Santa Caterina da Siena e il grande pittore domenicano Beato Angelico, la cui lastra tombale fu realizzata da Isaia da Pisa (1455). Nel convento adiacente la chiesa, inoltre, il 22 giugno 1633, Galileo Galilei, sospettato di eresia, abiurò le sue tesi scientifiche.

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La storia della basilica

Fondata nel secolo VII sopra i resti di un tempio, probabilmente dedicato a Minerva Calcidica, la Basilica di Santa Maria sopra Minerva fu riedificata in forme gotiche nel XIII secolo. Nel Rinascimento si risistemò la facciata e si effettuarono sostanziali lavori interni. L’interno è diviso in tre navate, con volte a crociera poggiate su pilastri, il cui rivestimento marmoreo e l’ornamentazione pittorica si devono al restauro effettuato nel 1850, che ha privato il monumento del suo aspetto originario.

L’architettura e i suoi tesori

Nel transetto destro, si trova la Cappella Carafa con ricca decorazione ad affresco, opera di Filippino Lippi (1488-93), che culmina sopra l’altare con l’Annunciazione. Il presbiterio, invece, ospita la statua di Cristo risorto, opera di Michelangelo. Nel coro, infine, sono conservati i monumenti funebri, a forma di arco trionfale, di Clemente VII e di Leone X di Antonio da Sangallo.

Il Cristo di Michelangelo Buonarrotti

Questa scultura di Michelangelo Buonarrotti, rappresentante Gesù Cristo risorto, è realizzata in un blocco unico di marmo bianco ed è alta 205 cm. Commissionata nel 1514, l’artista lavorò alla sua realizzazione con premura, ma verso la fine del suo lavoro apparve una venatura nera del marmo proprio sul viso del Cristo, quindi l’artista ne iniziò una nuova: quella che possiamo ammirare.

Un Cristo che abbraccia la sua passione

La consegna della versione attuale avvenne solo nel 1521 e, visto il ritardo, Michelangelo affidà la rifinitura a un suo allievo. La statua raffigurava originariamente un Cristo completamente nudo: solo in seguito si aggiunse il drappeggio in bronzo dorato. L’artista ha voluto rappresentare tutta la forza di Gesù Cristo risorto attraverso una forte resa anatomica. Infatti il Cristo abbraccia gli strumenti della sua passione.

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