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Alla scoperta di Palazzo Valentini, tra ospiti illustri e scavi archeologici

Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma dal 1873, si trova in via IV Novembre, a pochi passi da Piazza Venezia. Fu edificato a partire dal 1585 dal cardinale Michele Bonelli, nipote di papa Pio V. Qui trovarono ospitalità anche Georg Friedrich Händel, Alessandro Scarlatti ed Arcangelo Corelli…

Una delle architetture romane più belle e affascinanti. Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma dal 1873, si trova in via IV Novembre, 119/A, a pochi passi da Piazza Venezia. Fu edificato a partire dal 1585 dal cardinale Michele Bonelli, nipote di papa Pio V. Nel XVII secolo partono una serie di lavori di ristrutturazione ed ampliamento, su incarico del cardinale Carlo Bonelli e di Michele Ferdinando Bonelli. In seguito si demolì parzialmente il palazzo, per poi essere ricostruito da Francesco Peparelli per il nuovo proprietario, il cardinale Renato Imperiali. Quest’ultimo vi sistemò l’importante biblioteca di famiglia, composta di circa 24.000 volumi.

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La storia del palazzo e dei suoi ospiti illustri

Agli inizi del XVIII secolo, il palazzo venne affittato a diversi personaggi di rilievo. Tra i quali il marchese Francesco Maria Ruspoli, che vi abitò tra il 1705 ed il 1713. Con lui il palazzo divenne la sede di un teatro privato, dando ospitalità a illustri musicisti del tempo. Tra questi, anche Georg Friedrich Händel, Alessandro Scarlatti ed Arcangelo Corelli. Il cardinale Giuseppe Spinelli acquistò l’intera costruzione nel 1752, e sistemò al pianterreno la biblioteca Imperiali, destinata alla fruizione pubblica e frequentata anche da Johann Joachim Winckelmann. Nel 1827 il banchiere e console generale prussiano Vincenzo Valentini acquistò il palazzo, vi stabilì la propria dimora e diede ad esso il suo nome.

Le Domus Romane

In questi ambienti, siti tutti nei seminterrati del palazzo sono stati trovati dei ruderi ascrivibili a delle domus romane del I secolo d.C., verosimilmente due, con delle piccole terme romane con tanto di calidarium, tepidarium e frigidarium. Le domus avevano anche una piccola piscina ed un mosaico finemente decorato. Negli ambienti sono stari ritrovati anche dei butti attinenti al palazzo rinascimentale superiore che servivano per buttare degli avanzi alimentari e dei cocci di ceramiche e porcellana rotti, dei resti di statue e resti di lastricati di strade.

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