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La grande letteratura in pillole – I delitti della Rue Morgue di Edgar Allan Poe

Last Updated on 29/04/2021

I delitti della Rue Morgue è un racconto scritto da Edgar Allan Poe e pubblicato per la prima volta nell’aprile del 1841 sulla rivista The Graham’s Lady’s and Gentleman’s Magazine di Filadelfia…

I delitti della Rue Morgue è un racconto scritto da Edgar Allan Poe e pubblicato per la prima volta nell’aprile del 1841 sulla rivista The Graham’s Lady’s and Gentleman’s Magazine di Filadelfia…

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Chi è Edgar Allan Poe

Edgar Allan Poe nasce nel 1809 a Boston. Rimasto orfano da piccolo, viene adottato dalla famiglia Allan della quale prenderà il cognome. Vive una vita molto travagliata, espulso sia dall’università, a causa del gioco d’azzardo (quindi dei debiti che accumula) e dall’abuso di alcool, sia dall’accademia militare. Nel 1827 pubblica il suo primo volume in versi Tamerlano e altre poesie. Lavora come scrittore, critico letterario e lavora in alcune riviste. La sua raccolta Racconti del grottesco e dell’arabesco esce nel 1840, Lo scarabeo d’oro nel 1843 ed Il Corvo nel 1845. Intanto si è sposato con la giovane cugina ma lei si ammala e muore nel 1847. Poe muore nel 1849 a Baltimora, ucciso dai suoi stessi deliri e per l’eccesso di alcool.

I Racconti di Poe e I delitti della Rue Morgue

I delitti della Rue Morgue fa parte dei Racconti. Qui, dopo un’introduzione dove tratta del ragionamento analitico e delle capacità di analisi, conosciamo Monsieur C. Auguste Dupin. Ignoriamo il nome del narratore, sappiamo solo che ha incontrato Dupin in una libreria, da lì sono diventati amici e sono andati a vivere insieme. Il narratore scopre le grandi capacità analitiche di Dupin e le vede in azione quando riesce a svelare i suoi pensieri con un ragionamento deduttivo. Quando avviene un omicidio, Dupin entra in azione. Assistiamo all’investigazione effettuata ed ovviamente risolta. Alla fine, Dupin subisce anche il malumore del prefetto di polizia, che lo critica per essersi interessato di faccende che non lo riguardano.

La curiosità

Una curiosità: in Uno studio in rosso, Arthur Conan Doyle critica l’investigatore di Poe attraverso le parole di Sherlock Holmes. Alle parole di John Watson, che lo ritiene simile a Dupin, Holmes gli risponde che crede che sia un investigatore mediocre.

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