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Il film del 1959 – Ben-Hur: i record, i premi, i segreti

Il kolossal, uno dei più grandi e premiati successi della storia del cinema, venne premiato con il maggior numero di Oscar, ben 11. Il film costò 15 milioni di dollari e, in proporzione all’inflazione, ne incassò, solo negli Stati Uniti, circa 720…

Ben-Hur, film del 1959 diretto da William Wyler con protagonista Charlton Heston, è uno dei più grandi e premiati successi della storia del cinema. Il kolossal, a tema storico e drammatico, è ispirato all’omonimo romanzo del generale Lew Wallace, da cui erano già stati tratti due film muti, nel 1907 e nel 1925. Il film venne premiato con il maggior numero di Oscar, ben 11, e ha mantenuto tale record in solitaria per 38 anni, fino all’uscita di Titanic e di Il Signore degli anelli – Il ritorno del Re. In Italia il film uscì il 21 ottobre 1960.

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La trama del film

Narra la storia del principe ebreo Giuda Ben-Hur, tradito dal suo vecchio amico d’infanzia, il tribuno romano Messala. Ben-Hur troverà la sua vendetta in occasione della grandiosa corsa delle quadrighe al Circo di Gerusalemme, una delle più spettacolari scene d’azione della storia del cinema.

La Metro-Goldwyn-Mayer era sull’orlo della bancarotta

Nel 1958 la Metro-Goldwyn-Mayer era sull’orlo della bancarotta e, per salvarsi, chiese al produttore Sam Zimbalist di realizzare una trasposizione cinematografica del romanzo Ben-Hur. Zimbalist affidò la regia del progetto a William Wyler, già regista di film come Vacanze romane (1954) e Il grande paese (1958). Gli fu offerto un milione di dollari: mai nessun regista era stato pagato così tanto. La produzione partì quindi per Roma per andare a girare negli stabilimenti cinematografici di Cinecittà.

C’erano quaranta sceneggiature a disposizione

La MGM aveva a disposizione 40 sceneggiature, ma alla fine venne scelta quella scritta da Karl Tunberg. Ma a William Wyler non piacque molto e così la modificò ampiamente insieme allo scrittore Gore Vidal, che aveva un contratto con la MGM. Vidal ebbe l’idea di trasformare l’amicizia fraterna tra Giuda Ben-Hur e Messala in un amore omosessuale. Idea che non piacque affatto a Wyler, che lo cacciò via. Venne quindi chiamato il drammaturgo Christopher Fry. Ma a lavoro finito, la corporazione degli scrittori stabilì che la sceneggiatura era stata scritta solo da Karl Tunberg, il cui nome resta infatti il solo nei titoli di testa.

La celebre corsa delle bighe

La corsa in cui Messala rimane ucciso è passata alla storia come corsa delle bighe, ma in realtà i carri in gara sono delle quadrighe trainate da quattro cavalli. La biga era invece trainata da due soli cavalli. La produzione del film fece costruire un Circo fuori Roma per girarvi queste sequenze. Sullo sfondo era però visibile in lontananza Roma, con tanto di automobili e persone. Fu modificato quindi perché si vedessero rupi e una città antica.

La morte del produttore, la fine delle riprese, i costi e gli incassi

A metà delle riprese il produttore Sam Zimbalist morì d’infarto, forse per troppo stress. Le riprese furono eseguite dal 18 maggio 1958 per concludersi il 30 gennaio 1959. Il film costò 15 milioni di dollari e, in proporzione all’inflazione, ne incassò, solo negli Stati Uniti, circa 720.300.000. La produzione ha contato 400.000 tonnellate di sabbia del Mar Mediterraneo, 500 tonnellate di stucco, 1100 metri di legname, 400 chilometri di tubature.

La musica fu anche italiana

Quasi tutta la partitura del film fu registrata dal compositore e direttore d’orchestra Carlo Savina. Solo pochi brani rimandono al celebre ungherese Miklós Rózsa, eppure l’Oscar per la colonna sonora fu assegnato proprio a quest’ultimo.

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