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Leggere Ziggy, la recensione del libro di Pierpaolo Martino

David Bowie e la letteratura inglese: da George Orwell a Hanif Kureishi, letture e ispirazioni nella musica e nella vita dell’artista. Leggere Ziggy di Pierpaolo Martino, da Mimesis…

I rapporti tra David Bowie e la letteratura sono noti. Indagati a lungo, sono una parte fondamentale per la comprensione della complessità dell’artista. Leggere Ziggy di Pierpaolo Martino, che esce per Mimesis, si aggiunge ad una lunga tradizione di studi che tentano di sciogliere i molti nodi che legano il Duca Bianco con le innumerevoli influenze e “trame” letterarie che sono servite da contrappunto alla creazione del suo multiforme universo.

Ci sono molte vie per avvicinarsi ad un campo così complesso. Nel recente documentario Moonage Daydream, un punto fondamentale è quello, nel giovane Bowie, della scoperta della letteratura. In particolare si parla di un libro, quell’On the road di Jack Kerouac, che gli aprì un mondo intero, e non solo di carta: il beat, il jazz, Coltrane, Burroughs e il cut-up.

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I libri di Bowie

Ma per “leggere Bowie” ci è venuto in aiuto Bowie stesso, che in tempi recenti pubblicava la lista dei suoi cento libri preferiti. Operazione, questa, che il fan medio di Bowie ha accolto come una sorta di dono del cielo. Scorrendo questa lista ci troviamo davanti ad un elenco che ridefinisce il concetto stesso di eclettismo. Al suo interno convivono capolavori del modernismo, grandi classici, pop culture e altissima letteratura. Partendo da questa lista John O’Connell ha messo su il suo Bowie’s Bookshelf, progetto editoriale che discute e contestualizza i titoli forniti dall’artista, ma soprattutto li mette in relazione con la propria produzione musicale e non solo.

Che Bowie fosse un lettore vorace è ben noto. Così come è assodato che la sua musica non riguardi la semplice composizione di canzoni, ma si avvicini di più al concetto di opera d’arte totale. E la letteratura in questo universo, in questo grande teatro, è una componente fondamentale. Accompagna le varie incarnazioni della persona di Bowie, dagli esordi glam fino all’ultimo capolavoro Blackstar. Benvengano allora tutti gli strumenti che aiutano i fan, e i lettori, a trovare i molteplici trait d’union tra la letteratura e la musica di Bowie.

Leggere Bowie

Il libro di Martino si inserisce in un settore degli studi su Bowie ben consolidato. Lo fa con una solida impalcatura teorica, tra cultural studies, filosofia, critica letteraria e musicale. Questo gli permette di scavare i rapporti profondi tra una serie di opere letterarie britanniche e alcuni dischi di Bowie. In particolare lo fa prendendo in esame quattro momenti importanti nella carriera del musicista, isolandone altrettante esperienze di lettura/ispirazione che li accompagnano. Si comincia col periodo glam, quello che da Space Oddity culmina con il trionfo di Ziggy Stardust. Sono anni questi, compresi tra l’allunaggio e primi anni Settanta, in cui la musica di Bowie flirta con la fantascienza. Ma non solo: la rielabora, e ne crea una sua propria. Major Tom, o Ziggy Stardust e gli Spiders from Mars, sono veri e propri personaggi di un universo che Bowie mette in piedi con cognizione.

Dopo Ziggy: distopie bowiane

Un altro capitolo indaga il periodo post-Ziggy, quando Bowie aveva intenzione di mettere in scena una sorta di musical tratto da 1984 di Orwell. Elementi distopici si trovano già nel periodo precedente. Basti pensare a Space Oddity che è una specie di controcanto all’ottimismo “lunare” post-1969; ma anche a certi momenti di Aladdin Sane o Ziggy Stardust.

Con l’avvicinamento a Orwell le cose cambiano, diventano più cupe. Il musical non verrà mai realizzato, ma questo lavoro sul romanzo-simbolo della distopia novecentesca verrà fuori Diamond Dogs, uno dei capolavori del primo Bowie. Il disco è una sorta di performance totale in cui è possibile “leggere Bowie in termini di performer” in maniera ormai compiuta. Scrive Martino che “ciò che rende particolarmente affascinante Diamond Dogs è la capacità di Bowie di creare […] un’esperienza artistica che non solo sembra essere nutrita a più livelli dalla letteratura […] ma espande la dimensione letteraria in termini performativi”.

La performace: Bowie a Berlino

Ma se parliamo di performance, di arte totale, il periodo berlinese di Bowie è il picco della sua ricerca artistica in questo senso. La teatralità di Bowie, definita da Martini “in termini di narrazione alternativa, discontinua e verticale della modernità” trova nella trilogia tedesca la sua espressione di maggiore forza. Bowie riscrive la città, e lo fa anche attraverso suggestioni letterarie. Legge i romanzi berlinesi di Isherwood, e cerca di riviverli nella Berlino di fine anni Settanta. Così il mondo sull’orlo del precipizio di Weimar si fonde con quello sul costante orlo della catastrofe del Muro. Il resto è leggenda: Eno, Fripp, Iggy Pop, il Krautrock, gli Hansa Studios. E “Heroes”: un muro di suono che nasconde il funk, in un atmosfera decadente “standing by the Wall”.

Da Colin McInnes a Kureishi

La seconda parte del libro analizza due echi letterari che ci portano nel mondo delle subcultures britanniche tra anni Cinquanta e Settanta del Novecento. Il primo è la partecipazione di Bowie al progetto Absolute beginners, film di Julian Temple tratto dal romanzo di Colin McInnes. Il libro, forse un po’ dimenticato oggi, ma che andrebbe riscoperto, è una fotografia dell’Inghilterra degli anni Sessanta, agli albori delle sottoculture giovanili (è un film che andrebbe visto in parallelo con Quadrophenia). La storia prende piede in quello stesso ambiente, contraddittorio e spesso violento, in cui il giovane Bowie si era formato, tra Kerouac, Coltrane e i locali di Soho. E poi The Buddha of Suburbia, altro film, tratto dal best-seller di Hanif Kureishi, una delle voci più importanti della letteratura postcoloniale britannica degli ultimi anni, ambientato nella Londra multietnica degli anni Settanta.

Insomma, “leggere” Bowie nei suoi quasi cinquant’anni di carriera è un’impresa che svela collegamenti inaspettati, arricchisce bibliografie oblique, fa riscoprire classici moderni riletti in maniera originalissima. Questo libro è una buona guida per un mondo articolatissimo, in cui si resta invischiati.

Scheda del libro

Titolo: Leggere Ziggy
Autore: Pierpaolo Martino
Editore: Mimesis
Anno: 2022
Pagine: 136
ISBN: 9788857592275
Prezzo: 12 euro.

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