Last Updated on 26/11/2024
Il decennio 1931-1940 fu caratterizzato da una grande varietà di stili e tematiche, spaziando dal teatro innovativo di Pirandello e O’Neill alle saghe familiari epiche di Galsworthy e Martin du Gard, fino ai profondi ritratti della vita rurale di Buck e Sillanpää

Il decennio 1931-1940 fu caratterizzato da una grande varietà di stili e tematiche, spaziando dal teatro innovativo di Pirandello e O’Neill alle saghe familiari epiche di Galsworthy e Martin du Gard, fino ai profondi ritratti della vita rurale di Buck e Sillanpää.
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1931: Erik Axel Karlfeldt (Svezia)
Il poeta svedese Erik Axel Karlfeldt vinse postumo il Nobel per la Letteratura nel 1931. Nonostante avesse già rifiutato il premio nel 1918, Karlfeldt venne onorato per la sua “poesia profondamente radicata nella tradizione letteraria e popolare svedese”. La sua raccolta Fridolins visor esplora la vita rurale e la bellezza della natura scandinava, combinando tradizioni popolari con un lirismo personale.
1932: John Galsworthy (Regno Unito)
John Galsworthy, drammaturgo e romanziere inglese, vinse il premio nel 1932. La sua opera più famosa è La saga dei Forsyte, una trilogia che esamina la vita della classe media inglese attraverso le vicende della famiglia Forsyte. La sua scrittura riflette la decadenza morale e la rigidità della società vittoriana, affrontando temi come il divorzio e la proprietà. Galsworthy è anche noto per il suo impegno in questioni sociali, come i diritti degli animali e la riforma carceraria.
1933: Ivan Bunin (Russia)
Ivan Bunin fu il primo scrittore russo a ricevere il Nobel per la Letteratura. Espatriato in Francia dopo la Rivoluzione russa, Bunin è noto per il suo stile classico e nostalgico, che esprimeva una profonda malinconia per la Russia pre-rivoluzionaria. Il villaggio e Il signore di San Francisco sono due delle sue opere più celebri, in cui esplora la decadenza morale e spirituale della Russia contadina. Il suo stile, caratterizzato da un lirismo elegante e profondo, ne fece una figura di spicco nella letteratura russa.
1934: Luigi Pirandello (Italia)
Il drammaturgo, romanziere e saggista Luigi Pirandello vinse il Nobel nel 1934 per la sua “audace e ingegnosa rinascita dell’arte drammatica”. Le sue opere più celebri, come Sei personaggi in cerca d’autore e Uno, nessuno e centomila, esplorano la frammentazione dell’identità e il confine tra realtà e finzione. Pirandello sfidava le convenzioni teatrali tradizionali, facendo emergere la complessità della condizione umana e la relatività della verità.
1936: Eugene O’Neill (Stati Uniti)
Considerato uno dei più grandi drammaturghi americani, Eugene O’Neill ricevette il Nobel nel 1936 per la sua opera teatrale innovativa. Le sue opere, come Lungo viaggio verso la notte e Sotto i colli di ghiaccio, sono caratterizzate da temi di alienazione, disperazione e conflitto familiare. O’Neill ha influenzato profondamente il teatro moderno con il suo uso innovativo del linguaggio e della struttura drammatica.
1937: Roger Martin du Gard (Francia)
Romanziere francese, Roger Martin du Gard vinse il Nobel nel 1937 per il suo lavoro epico I Thibault, una saga familiare che esplora la vita di una famiglia borghese durante la Prima Guerra Mondiale. L’opera affronta i temi del conflitto familiare, delle scelte morali e del crollo delle vecchie certezze, dipingendo un quadro dettagliato della Francia in un periodo di grandi cambiamenti. Martin du Gard è lodato per la sua abilità nel delineare con precisione psicologica i suoi personaggi.
1938: Pearl S. Buck (Stati Uniti)
Pearl S. Buck, scrittrice e attivista statunitense, vinse il Nobel per la sua rappresentazione vibrante della vita rurale cinese. Il suo romanzo La buona terra (1931) è un’opera che esplora le vite dei contadini cinesi, mettendo in luce le loro lotte contro la povertà e la fame. Buck, cresciuta in Cina come figlia di missionari, ha contribuito a far conoscere la cultura cinese in Occidente, dimostrando una profonda empatia per i suoi personaggi e una visione umanitaria della letteratura.
1939: Frans Eemil Sillanpää (Finlandia)
Lo scrittore finlandese Frans Eemil Sillanpää vinse il Nobel per la Letteratura nel 1939. Le sue opere esplorano la vita della gente comune finlandese, con un forte legame con la natura. Romanzi come La giovinezza di Silja rappresentano una riflessione sui cicli della vita e la fusione tra l’uomo e l’ambiente naturale. Sillanpää è noto per il suo stile poetico e descrittivo, che cattura la bellezza e la durezza del mondo rurale finlandese.
1940: Premio non assegnato
A causa dell’escalation della Seconda Guerra Mondiale, il Premio Nobel per la Letteratura non venne assegnato nel 1940. Il conflitto globale influenzò profondamente il panorama culturale dell’epoca, con molti scrittori impegnati a riflettere sulle devastazioni della guerra e le sue conseguenze umane e sociali.
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Di origini salentine, vivo e lavoro a Roma dal 2005. Ho imparato a leggere a 2-3 anni. Per scrivere ho dovuto aspettare i 4. Da allora non mi sono più fermato. La scrittura è la mia vita, la mia conoscenza, la mia memoria. Nonché il mio lavoro. Che mi aiuta a crescere ed imparare. Per non sentirmi mai arrivato, per essere sempre affamato di conoscenza.

