In via Margutta tutti pazzi per l’urban art

“Urban Eyes”, ossia occhi urbani, che suona come “urbanize”, ossia urbanizzare. Un doppio significato per una doppia chiave di lettura. L’Urban, infatti, diventa l’obiettivo e lo strumento di una mostra che raccoglie le opere di Giorgio Bartocci, DAFF, EFY, Luca Font e NEO: cinque nomi noti nell’urban art con in comune l’uso dello spray e la forte identità di un percorso condiviso ma allo stesso tempo individuale.

IL VERNISSAGE – Una serata giovane, all’insegna dell’arte più giovane e pensata per i giovani. Ma che ha entusiasmato anche i più veterani. Più di 250 gli ospiti, tra artisti, professionisti dello spettacolo e del giornalismo, appassionati di arte e di bellezza. Erano presenti le attrici Maria Rosaria Omaggio e Roberta Garzia, il giornalista Rai Daniel Della Seta, il regista Nicola Pistoia e l’attrice Ketty Roselli, la conduttrice radiofonica Roberta Beta, l’attore Graziano Scarabicchi, lo stylist Marco Scorza, il chirurgo plastico Ludovico Palla, la contessa Elena Aceto di Capriglia, la psicoterapeuta Irene Bozzi. Ma anche gli artisti Roberto di Costanzo, Gianpaolo Conti, Brivido Pop e tanti altri.

Si tratta della prima mostra della stagione espositiva de Il Margutta Veggy Food & Art, voluta dalla titolare Tina Vannini con la cura e l’organizzazione di D.d’ARTE e Profilexpo. Una trentina le opere in mostra. “Urban eyes” è stata inaugurata ieri, mercoledì 28 settembre, e sarà visitabile tutti i giorni sino a fine novembre. Il vernissage si è arricchito della performance  del dj e MC Papaceccio e della popping animation della UDA urban dance academy.

Nel corso della serata, i cocktail “urban” ideati per la serata, calici di vino e deliziosi finger food, ovviamente vegetariani.

LA MOSTRA – La scintilla urban scocca negli USA, soprattutto a New York, negli anni Settanta e Ottanta. Nasce da un bisogno di creatività libera, fuori dalle logiche del mercato dell’arte, appropriandosi di un territorio dimenticato: le aree a margine dei contesti urbani trascurati o abbandonati, come muri e capannoni, strade e palazzi dissestati. Argomenti diversi, tecniche inusuali, provocazioni sociali e idee surreali: un mix di colori e luci, di strategie e sinergie che si fondono per creare qualcosa di nuovo, una voce di rottura, sull’onda estesa della cultura hip-hop

“La compresenza qui in mostra di artisti differenti, pur legati tra loro da momenti di storia comune, – spiega la curatrice Francesca Barbi Marinetti va a sottolineare quanto lo spirito dell’azione creativa urban sia in direzione di un’opera collettiva che comprenda e conservi molteplici segni e significati. Le opere su tela, carta o tavola conservano l’urban come matrice di ispirazione a favore di un percorso di una più personale presa di coscienza artistica. Il confronto diretto con il pubblico, la poetica urban, accoglie un’altra dimensione di sfida che è su piccole dimensioni“.

GLI ARTISTI – Giorgio Bartocci sviluppa un linguaggio creativo istintuale e fluido da cui emergono figure congiunte da un movimento armonico, continuo e atavico. Tratto distintivo di è una stilizzazione di occhi-naso-bocca impressa nella materia danzante, a ricordare l’elemento palpitante e vitale che lega il mondo. DAFF nasce come writer, ma oltre ai marker, acrilici e spray, per il suo universo artistico utilizza stickers, vecchie lire, carte, francobolli, pezzi di metallo tutti originali e vintage. Dai treni e muri fino ai tatuaggi passando per i lavori su carta, il minimo comune denominatore delle creazioni di Luca Font è l’interesse per grafica e la sintesi visiva.

Dallo spray al colore liquido, attraverso la gestualità e il dripping, le creazioni di NEO sono squarci visionari di luce ed energia che vanno a ricomporre in geometrie reticolari una dialettica tra gli opposti. EFY, infine, reinterpreta l’antica tecnica di stampa della xilografia utilizzando catrame e spray al posto dell’inchiostro, per ottenere ogni volta pezzi unici pur utilizzando la stessa matrice.

“Il Margutta riapre con una ventata di energia e di contemporaneità – spiega la titolare Tina Vannini – Anche quest’anno abbiamo deciso di puntare sulle idee e sulla originalità creativa dei giovani talenti, scommettendo su di loro con una mostra che, ne sono sicura, vi conquisterà. Questa, nata dalla collaborazione fruttuosa con Francesca Barbi Marinetti  e Marco Sermoneta, raccoglie in sé il meglio di questa dimensione artistica di cui, anche in futuro, torneremo a parlare con grande interesse”.

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