Il Teatro Orione “rinasce” con Catilina

Lo storico Teatro Orione di Roma cambia gestione e rialza il sipario. A ridar vita al quarto teatro più capiente della capitale due giovani direttori under 30, Carlo Oldani e Claudio R. Politi. La mentalità giovane e audace di una nuova direzione si unisce ad una struttura poliedrica e dalle potenzialità illimitate, non solo per i 980 posti a sedere ma soprattutto per la sua polifunzionalità. All’interno del teatro Orione troverà spazio qualsiasi forma artistica e il suo palcoscenico si porrà come nuovo punto di riferimento per il quartiere e per la città. La programmazione verrà arricchita nel corso del tempo da eventi culturali, concerti e aperitivi con musica dal vivo.

CATILINA – Lo spettacolo prodotto dalla Rion & Sirio srls, società che gestisce il Teatro Orione, sarà in scena sino al 16 ottobre. La trama è una rivisitazione della vita del nobile romano Catilina, ispirata al saggio di Massimo Fini. Attraverso lo stile autoriale e le scelte registiche dei due direttori si cercherà di portare a compimento un’opera di riabilitazione storica per il soggetto: non più un folle sanguinario ma un uomo di valore contro un potere oscuro. L’opera sarà impreziosita dalle musiche del compositore Marco Frisina e dalle scenografie di Gianluca Amodio.

LA STORIA DELLO SPETTACOLO – Tutto inizia all’epoca della guerra civile tra Silla e Mario. Catilina è un giovane nobile ufficiale che milita fra le schiere di Silla (campione della fazione aristocratica). Silla vince l’ultima battaglia, prende possesso di Roma e si vendica di tutti i nemici politici rimasti in circolazione. Catilina è il suo più fidato e spietato esecutore (è un soldato a dir poco inquieto: taglia la testa di suo cognato, stupra una vestale, si concede bagordi di ogni genere). Da questo momento in poi c’è un buco storiografico di 15 anni, di cui non sappiamo nulla, se non che Silla va in pensione, Roma torna ad essere una Repubblica e Catilina ha una fulminante carriera politica. Dunque lo spettacolo riprende 15 anni dopo, quando Catilina si candida al consolato. I suoi avversari politici lo temono (Catilina ha un grande ascendente sul popolo) e lo fanno fuori inventandosi una denuncia.

Catilina si ricandida altre due volte, ma i suoi avversari lo mettono fuori gioco attraverso brogli elettorali. Dunque Catilina, dopo aver onestamente tentato la via legale, prova quella illegale e organizza la famosa “congiura”. Nel frattempo Cicerone è divenuto console. Cicerone è un personaggio piuttosto vile (al contrario di come ce lo riporta la storia). Di umili origini provinciali, fa carriera grazie alle sue doti oratorie e ai suoi modi democristiani. Sventa la “congiura” grazie a una soffiata. Alcuni congiurati sono condannati a morte. Catilina nel frattempo è con il suo esercito in Toscana. Potrebbe fuggire, ma non lo fa. Decide di dare battaglia all’esercito consolare. Il suo esercito è meno numeroso, male armato, stanco. Potrebbe ancora decidere di fuggire, ma di nuovo non lo fa. Decide invece di scendere da cavallo e combattere a piedi, allo stesso livello dei suoi uomini. Combatte coraggiosamente e coraggiosamente muore.

CAST E CREW- Cast: Marco Rossetti, Daniel De Rossi, Camillo Marcello Ciorciaro, Roberta Rigano, Paolo Perinelli, Diletta Masetti, Manuele Piemonti, Igor Petrotto, Ivano Calafato, Maria Giulia Scarcella, Manuel Ricco, Valeria Zazzaretta. SCRITTO DA: Claudio Romano Politi. REGIA: Carlo Oldani. SCENOGRAFIA: Gianluca Amodio. MUSICHE: Marco Frisina. AIUTO REGIA: Valeria Nardilli. COSTUMI: Noemi Intino. DIRETTORE DI SCENA: Umberto Pischedda. DISEGNO LUCI: Tommaso Natale. FONIA: Emanuele Poletti. COMPARSE della Scuola Teatro Senza Tempo. MAESTRO D’ARMI: Francesco Perciballi

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