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“Il Fantastico mondo di OoZ”: la natura “da sogno” secondo la street art e il pop surrealism

Si è aperta martedì 11 dicembre la grande esposizione di Natale de Il Margutta Veggy Food & Art, in via Margutta 118, a Roma. Per il vernissage de “Il fantastico mondo di OoZ”, tra street art e pop surrealism, sono accorsi oltre 250 ospiti, tra esponenti dell’arte, della critica, personaggi dello spettacolo e tanti amici e appassionati. Una serata che si è arricchita del dj-set, tra lounge e dance, di AleRoss, e delle esibizioni delle performer Amira & Betta, rendendo la serata ancora più spettacolare e suggestiva. Nel mentre, tra brindisi augurali e calici di bollicine, anche l'”aperitif art”, con gli sfiziosi stuzzichini del ristorante vegetariano, tra i quali hamburger “veg”, gnocchi fritti e piccoli dessert.

Ricchissimo il parterre di artisti: erano presenti Aurora Agrestini, Silvia Faieta, Giu Sy, Glasswall, Liu Zi Xia, Maupal, Moby Dick, Nicola Monti, Marta Petrucci, Simona Piccolini, Monica Pirone, Diego Poggioni, Francesca Provetti, Alessandra Santo Stefano, Sgarbi, Uman. Ma in mostra ci sono anche Valerio Di Benedetto, Michele Cara, Beetroot, Natascia Raffio e Angelo Barile.

Un brindisi, augurale e artistico, è stato anche proposto dagli attori Mita Medici e Pietro Genuardi, dal produttore cinematografico Giannandrea Pecorelli e dalla conduttrice radiofonica Roberta Beta, presenti durante l’evento. La mostra, a cura di Valentina Virgili, con la direzione artistica di Moby Dick e con l’ideazione e l’organizzazione di Tina Vannini, presenta ventuno artisti per ventuno opere, tra pop surrealism e street art, con stili diversi ma con un solo intento: raccontare la natura in crisi, tra pop surrealism e street art, pittura e scultura, fotografia e collage. Era anche presente il Comandante dei Vigili del Fuoco Gennaro Tornatore. L’esposizione sarà visitabile sino a metà febbraio.

Le foto del vernissage

Le foto sono di Luigi Giordani

Le opere in mostra, tra street art e pop surrealism

IL CONCEPT – Immaginate il mondo incantato del celebre romanzo per ragazzi di L. Frank Baum, Il meraviglioso mondo di Oz. Quello di Dorothy e di Toto, dello spaventapasseri dell’uomo di latta e del Leone codardo. Poi fondetelo con il mondo, quello realistico, in cui siamo ospiti, dove la natura è calpestata dall’egoismo dell’uomo.

Un contrasto evidente che, applicandolo alla nostra lingua, possiamo trasformarlo in crasi, con “Ooz” che fonde il contrario di “zoo” e il mondo di “Oz”. Perché l’arte un messaggio può mandarlo, di speranza e di sensibilizzazione, perché il mondo migliore non sia solo un ideale irraggiungibile, ma un obiettivo “realmente fantastico”.

LE OPERE – Nel mondo fantastico del pop surrealism in mostra, ci sono gli alberi danzanti di Mauro Sgarbi e gli gnomi di Diego Poggioni, la Dorothy (e l’uragano) di Angelo Barile, l’uomo di latta di Valerio Di Benedetto, nonché lo spaventapasseri e il leone senza coraggio di Giu Sy. Ma anche la bellissima sirena, in trappola, di Moby Dick e Marta Petrucci e la strega buona di Natascia Raffio.

Nello zoo di OoZ, in mostra anche il maiale, la mucca e lo squalo di Glasswall, il cervo indifeso di Nicola Monti, le dolci e inoffensivi tigri di Francesca Provetti e Simona Piccolini, la gallina, col suo uovo, di Alessandra Santo Stefano. Oniriche anche le ambientazioni e gli scenari, come il soggetto di Silvia Faieta, il particolarissimo acquario di Michele Cara e il pesce deturpato di Beetroot. In mostra, ovviamente, anche gli umani, soprattutto donne: quella “assente” di Monica Pirone, quella materna di Maupal, quella delicata di Liu Zi Xia, quelle più guerriera di Aurora Agrestini. Infine la piccola bambina in lacrime di Uman.

L’ALBERO CHARITY – Esposto c’è anche un albero speciale, realizzato dall’artista Valerio di Benedetto. L’albero è composto da 38 sezioni di una serranda, ognuno promotore di un messaggio di augurio, un sollecito per rendere la nostra Terra un posto migliore. I pezzi possono essere acquistati: il ricavato sarà devoluto in beneficenza all’associazione ambientalista Marevivo.

Le foto delle opere

Le parole del direttore artistico, 
della curatrice e della ideatrice

“Lo spunto – spiega il direttore artistico Moby Dick – è arrivato da una bambina di dodici anni, Dorothy, la protagonista del romanzo, che ci ricorda che “La tua casa è la cosa più bella del mondo”. Ma qui non si parla solo delle accoglienti, ma limitanti, mura domestiche, bensì di tutto il nostro pianeta, sempre più calpestato e maltrattato dall’Uomo. Abbiamo deciso così di coinvolgere ventuno artisti appartenenti prevalentemente al panorama romano, ma non solo, che con il loro linguaggio personalissimo e i loro variegatissimi stili ci accompagneranno in un viaggio onirico. Quello del Regno di OoZ, più reale di quanto si immagini”.

“Quello del Pop Surrealism – spiega la curatrice Valentina Virgiliè un mondo di una dimensione altra che permette di raggiungere uno stile che si sposa perfettamente all’atmosfera da sogno che si voleva ottenere da questa mostra. E come ogni sogno che si rispetti ci risveglierà proprio sul più bello”.

“Cosa c’è di più bello dei giovani, che anelano, sognano e necessitano di un futuro? – si domanda Tina Vannini, titolare del ristorante vegetariano Il Margutta Veggy Food & ArtCosa c’è di più bello dell’arte che disegna i sogni e le speranze di chi “pretende” un pianeta più amato? Cosa c’è di più triste del grido disperato di un mondo martoriato? Cosa c’è di più generoso di una terra sfruttata e usurpata che ancora ci nutre? Aggettivi meravigliosi e terribili che si fondono in una sola parola: “speranza”. Questo è il significato di questa mostra e questo è il messaggio che insieme a tutti gli artisti vogliamo dare. Noi lo diciamo con l’arte, nella “speranza” che tutti lo ascoltino con il cuore”.

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