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Addio a Luis Sepúlveda, cinque dei suoi piccoli grandi capolavori

Last Updated on 16/04/2020

E’ scomparso, in un ospedale di Oviedo, in Spagna, il grande autore Luis Sepúlveda. L’ha ucciso il coronavirus, aveva 70 anni. Lo omaggiamo proponendovi cinque dei suoi libri più amati…

Nell’immagine parti delle copertine dei libri editi da Mondadori

E’ scomparso, in un ospedale di Oviedo, in Spagna, il grande autore Luis Sepúlveda. L’ha ucciso il coronavirus, aveva 70 anni.

Nato in Cile, esattamente a Ovalle, Luis Sepúlveda ha lasciato il suo Paese al termine di un’intensa stagione di attività politica. Conclusasi drammaticamente con l’incarcerazione da parte del regime del generale Augusto Pinochet. Ha viaggiato a lungo in America Latina e poi nel resto del mondo. Anche al seguito degli equipaggi di Greenpeace. Per poi raggiungere la Spagna, nelle Asturie.

Autore di libri di poesia, «radioromanzi» e racconti, ha conquistato la scena letteraria con il suo primo romanzo, Il vecchio che leggeva romanzi d’amore, apparso per la prima volta in Spagna nel 1989 e in Italia nel 1993. Amatissimo dal suo pubblico, in particolare dai lettori italiani, ha pubblicato da allora numerosi altri romanzi, raccolte di racconti e libri di viaggio, tra i quali spicca Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare.

Vi proponiamo, per omaggiare al meglio Luis Sepúlveda, cinque dei suoi fantastici libri. Per ricordarlo, per amarlo un po’.

La fine della storia

La fine della storia, il grande ritorno di Luis Sepúlveda al romanzo storico d’avventura, vede la contrapposizione fra due memorabili personaggi, metafore della passato e del presente. Da un lato lo spietato Miguel Krassnoff, ultimo dei cosacchi atamani e poi crudele assassino al servizio della polizia segreta di Pinochet negli anni più bui della storia cilena. Krassnoff ora è in prigione, carcerato a vita per i mostruosi crimini da lui commessi all’epoca della dittatura militare e delle persecuzioni politiche. Ma i cosacchi più reazionari stanno progettando di liberarlo…

Sull’altro fronte c’è Juan Belmonte, ex-combattente e sostenitore di Salvador Allende, adesso in pensione dopo anni di lotte e opposizione: Juan si è ritirato lontano dal mondo. Insieme alla moglie Veronica vive in Patagonia, davanti all’oceano. Anche se Belmonte vorrebbe finalmente invecchiare in pace, alla soglia della sua casa tranquilla si presenta il destino: la storia ha di nuovo bisogno di lui, occorre sventare il piano per la liberazione del suo antico nemico Krassnoff. E soltanto il riluttante Belmonte può farlo.

Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare

I gabbiani sorvolano la foce dell’Elba, nel mare del Nord. “Banco di aringhe a sinistra” stride il gabbiano di vedetta e Kengah si tuffa. Ma quando riemerge, il mare è una distesa di petrolio. A stento spicca il volo, raggiunge la terra ferma, ma poi stremata precipita su un balcone di Amburgo. C’è un micio nero di nome Zorba su quel balcone, un grosso gatto cui la gabbiana morente affida l’uovo che sta per deporre, non prima di aver ottenuto dal gatto solenni promesse: che lo coverà amorevolmente, che non si mangerà il piccolo e che, soprattutto, gli insegnerà a volare. E se per mantenere le prime due promesse sarà sufficiente l’amore materno di Zorba, per la terza ci vorrà una grande idea e l’aiuto di tutti.

Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà

E dura per un cane lupo vivere alla catena, nel rimpianto della felice libertà conosciuta da cucciolo e nella nostalgia per tutto quel che ha perduto. Uomini spregevoli lo hanno separato dal suo compagno Aukaman, il bambino indio che è stato per lui come un fratello. Per un cane cresciuto insieme ai mapuche, la Gente della Terra, è odioso il comportamento di chi non rispetta la natura e tutte le sue creature. Ora la sua missione – quella che gli hanno assegnato gli uomini del branco – è dare la caccia a un misterioso fuggitivo, che si nasconde al di là del fiume. Dove lo porterà la caccia? Il destino è scritto nel nome, e questo cane ha un nome importante, che significa fedeltà: alla vita che non si può mai tradire e anche ai legami d’affetto che il tempo non può spezzare.

Il vecchio che leggeva romanzi d’amore

Il vecchio Antonio José Bolivar Proano vive ai margini della foresta amazzonica ecuadoriana. Ha con sé i ricordi di un’esperienza – finita male – di colono bianco, la fotografia sbiadita di una donna che fu sua moglie e alcuni romanzi d’amore che legge e rilegge in solitudine. Ma nella sua mente, nel suo corpo e nel suo cuore è custodito un tesoro inesauribile, che gli viene dall’aver vissuto dentro la grande foresta, insieme agli indios shuar: un accordo intimo con i ritmi e i segreti della natura, quel rispetto per la magia delle creature che il grande mondo verde gli ha insegnato e che i gringos, capaci soltanto di sfruttare e distruggere, non sapranno mai capire. Solo un uomo come lui potrà dunque adempiere al compito ingrato di inseguire e uccidere il tigrillo, il felino che, accecato dal dolore per l’inutile sterminio dei suoi cuccioli, si aggira minaccioso per vendicarsi dell’uomo.

Il mondo alla fine del mondo

Il 16 giugno 1988 un inquietante messaggio proveniente dal Cile approda in un’agenzia giornalistica di Amburgo legata a Greenpeace: la nave officina giapponese Nishin Maru, comandata dal capitano Tanifuji, ha subito gravi danni in acque magellaniche; si registra la perdita di diciotto marinai, insieme a un numero imprecisato di feriti. E l’inizio dell’avventura. Il protagonista, un giornalista cileno esule dal suo paese per motivi politici, grazie a febbrili ricerche e ingegnose congetture giunge alla conclusione che il Nishin Maru stava praticando illegalmente, e del tutto impunito, la caccia alle balene nei mari australi. Una giovane attivista di Greenpeace, inoltre, lo mette in contatto telefonico con un misterioso personaggio, il capitano Jorge Nilssen, che di tutta la faccenda sa senz’altro qualcosa in più…

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