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Linda Barbarino, La Dragunera – La recensione del libro

Edito da Il Saggiatore, La Dragunera di Linda Barbarino è un’opera prima ricca di fascino nella sua corposità affabulatoria.

Uscito per i tipi de Il Saggiatore La Dragunera è l’esordio di Linda Barbarino, scrittrice capace di evocare un mondo sospeso nel tempo, scandito dal lavoro e dalle stagioni, lontano eppure vicino più di quanto sembri. Il racconto è una piccola saga familiare in una Sicilia ancora arcaica seppur alle soglie del moderno (ma siamo nel secondo dopoguerra).

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La trama del libro

Due fratelli, Paolo e Biagio, sono diversi in tutto; eppure sono legati inconsapevolmente dai fili del destino, in cui s’intrecciano due donne, vere protagoniste del romanzo. Da un lato Rosa “la Sciandra”, che un fato (e una società) crudele ha voluto prostituta, eppure per Paolo è più amorevole di una moglie. Il suo è un vero e proprio sacrificio, imposto e tragico: “Buttana fu invece, si fece buttana all’inferno per campare, solo il grido di pietra, lo stesso di Proserpina, vuoto, senza suono. I carusi nelle sere d’estate che continuano a schizzarsi e giocare sotto la fontana, a fare gabbo alla gente, rincorrersi con le biciclette o col pallone; sopra di loro la femmina nuda di pietra, che grida e nessuno la sente”.

Dall’altro lato la moglie di Biagio, che tutti chiamano la Dragunera, che prende il nome dal vento che distrugge i raccolti, arcano femminino, donna misteriosa e spaventosa, divinità muta che attira gli uomini come Circe, come una lupa di verghiana memoria. D’una bellezza che ferisce lo sguardo e d’una sensualità barocca, viene dipinta come “un’immagine scura come quelle dei quadri vicino al tabernacolo del duomo”. È sulle donne che ruota il racconto (alle due si aggiungono anche la madre dei fratelli e la moglie di Paolo), diverse ma accomunate dalla definizione e dalla imposizione maschile dei loro ruoli: “Tu ha pensare ai fatti tuoi, femmina sei, t’ha fari a calzetta!, non ti ci devi ammischiare nelle cose di fora! Ci siamo noialtri masculi per i sirbizza della campagna! Io cumanno, e se dico che è momento di vinnignare, vinnigniamo! E se dico che ci dobbiamo spicciare, ci spicciamo!”.

Il mistero della Dragunera

L’autrice costruisce personaggi femminili complementari, scavando negli archetipi e allo stesso tempo lavorando sugli stereotipi di una cultura patriarcale, in cui il femminile è un fiume carsico che tenta di raggiungere la superficie nonostante le continue repressioni e spinte verso il basso. Con tono quasi di favola nera il libro ne porta alla luce le strutture di fondo, e in particolare il fondamento antropologico e patriarcale del “prendere” moglie.

Il mistero della Dragunera è l’esplosione di un femminino che rompe le regole, irriconoscibile da una cultura per cui la donna o è santa (come la santa Rita di porcellana carezzata “come una bambola”), o è moglie, o è, al polo opposto, prostituta. E allora la femminilità prorompente della Dragunera dovrà per forza essere territorio demoniaco, prodotto di stregoneria fatto per incantare gli uomini. È l’altro sesso che mette in crisi un mondo in cui i ruoli sono ben definiti, e paiono scolpiti indelebilmente nella pietra. E non c’è modernità che tenga; in questo lo sguardo che potrebbe sembrare ancora verista si lega ad un discorso che oggi è più necessario che mai. Uno sguardo a come eravamo per definire quello che (ancora) siamo.

Una lingua magmatica

Il racconto ha una compostezza che non si direbbe da opera prima, tanto è preciso nel ritmo e nella costruzione. Un ritmo che è dato anche dal felice impasto linguistico che riporta alla luce un dialetto antico e ancestrale. La ricerca linguistica restituisce infatti un siciliano che evita ad un tempo sia la koiné camilleriana che i funambolismi espressionistici; quello dell’autrice è un idioma che si lega alla terra e agli oggetti, per meglio definirli, quasi restandoci attaccato; ci ricorda la voce dei cantastorie e del teatro dei pupi, questa lingua che a tratti diventa pura affabulazione.

Il siciliano della scrittrice si spinge però oltre, e specie in certo lessico amoroso riporta in vita connotazioni dimenticate, e risale indietro verso le origini della lingua che ha fondato la poesia italiana, dentro e fuori la corte di Federico, restituendo però anche a questa la sua materialità perduta. Ed è questa materialità il punto di forza del libro, in bilico sempre tra fiaba e duro realismo, nella sua densa corposità affabulatoria.

Scheda del libro

Titolo: La Dragunera
Autore: Linda Barbarino
Editore: Il Saggiatore
Anno: 2020
Pagine: 168
ISBN:  97888742827016
Prezzo: 17 euro.

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