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Intervista a Elena Guerrini: “Le mie filastrocche per i bambini di ogni età”

L’attrice Elena Guerrini compone filastrocche per allietare questo periodo di quarantena: da leggere, ascoltare o vedere sui suoi canali social. Adatte a tutti, piccoli e grandi

L’attrice Elena Guerrini

Una filastrocca alla settimana per rendere gioiosi e responsabili i bambini e le bambine. A chi le scrive un messaggio su WhatsApp con richiesta, dedica al telefono una filastrocca personalizzata. È la proposta originale di Elena Guerrini per questo periodo in cui ci troviamo costretti a casa. L’attrice, originaria di Grosseto, si occupa di teatro di ricerca e cinema d’autore. Tra le sue tante invenzioni, il festival A veglia, teatro del baratto, che si svolge dal 2007 tra Orbetello e Manciano, senza fari né microfoni, nei cortili delle case. Ci si porta la sedia da casa e il biglietto di ingresso è costituito da olio, vino, formaggio o un prodotto della terra, che sarà l’incasso, dono per l’artista di un festival senza soldi, ma solidale ed etico.

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Come è nata l’idea delle filastrocche?

Da quando il Covid-19 ha stravolto la vita di tutti, mi sono chiesta come potevo essere portatrice di un messaggio gioioso con il mio lavoro, restando chiusa in casa e in giardino. Sono attrice e autrice e da poco tempo anche insegnante/educatrice in una scuola dell’infanzia del comune di Milano. In questo momento in cui il mio teatro è diventato la mia casa e il mio set il giardino, e il pensiero va all’impossibilità di andare a scuola che priva la quotidianità dell’incontro tra bambini e insegnanti, ho cercato di essere comunque presente con un messaggio poetico che spieghi con dolci parole ai più piccoli il periodo di malattia e crisi.

Difficile trovare l’ispirazione non potendo uscire?

Ho la fortuna di avere un giardino e di stare in una casa isolata. Mi sono messa in ascolto della natura, che in primavera ha una potenza esplosiva di bellezza. Ogni giorno, come un rito, scrivo dei versi di filastrocche per bambini di tutte le età, poi una volta alla settimana ne compongo una unendo i versi e le inoltro su WhatsApp alle mamme, alle insegnanti e educatrici che conosco e a tutti quelli che hanno bambini accanto o sono bambini dentro. Sono nate e hanno viaggiato così le mie Filastrocche all’ora del tè per bambini di tutte le età. All’inizio erano solo messaggi vocali, audio o scritti sullo smartphone in forma poetica, diffusi nella mia pagina Facebook e su WhatsApp solo alla mia lista di conoscenze. Poi, con il passa parola e gli inoltri le Filastrocche hanno girato dalla Sicilia a Bolzano, su chat di mamme e di maestre. Una mattina mio figlio Dario, che ha 13 anni, mi ha proposto di caricarle su Youtube.

Elena Guerrini
Elena Guerrini

Dalla penna al video…

Sì. Tra una sua lezione online – Dario frequenta la seconda media – e l’altra, abbiamo deciso di girare dei piccoli video di circa un minuto nel nostro giardino dove recito le mie filastrocche con i fiori che sbocciano come scenografia. Abbiamo aperto il canale Youtube GARDEN TALES. Poi il blog filastroccheperbambinidielenaguerrini.blogspot.com. Infine, con lo stesso nome, il gruppo su Facebook. Sono disponibili tutte le filastrocche sia in video che in audio che scritte in stampatello maiuscolo. L’ho fatto non per esibire il mio ego d’attrice, ma per essere insieme un noi, un atto di resilienza familiare in questa sospensione, mio marito alla musica e mio figlio alla videocamera, e per rispondere alle esigenze di chi in questo momento, soprattutto anziani e bambini, si trova in casa senza la vicinanza di un nonno che possa raccontare o di un nipotino che ascolti.

Le Filastrocche per bambini di Elena Guerrini sono gioiose anche se parlano del Coronavirus e di come difendersi; insegnano, proteggono, addolciscono e alleggeriscono il peso del non uscire di casa. Le filastrocche sono così un piccolo rito settimanale virtuale, un minuto prezioso contro la noia, da ascoltare e riascoltare per abbandonare i pensieri tristi che fanno male al sistema immunitario, filastrocche da riscrivere o da imparare a memoria. Una carezza, una poesia, un abbraccio di parole in attesa di altri abbracci reali che arriveranno e saranno più apprezzati quando potremo uscire fuori.

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